giovedì 5 febbraio 2015

Recensione: I Mondi del Fantasy


Titolo: I mondi del Fantasy IV
Autori: AA. VV
Editore: Limana Umanita
Pagine: 154
Prezzo: 15 euro




Descrizione:
Ogni racconto è un salto nel buio, nessuno si evolve in modo lineare e non sarà mai possibile prevederne la fine. Immergersi in queste visioni significa lasciare la realtà, e con essa ogni certezza e incredulità. La scommessa è quella di conquistare il lettore con storie sempre diverse e trascinarlo in un viaggio che lo porterà oltre i confini di questo mondo, abbandonandolo in balia del piacere della lettura.

Venti nuove storie e diciannove autori per l'antologia che raccoglie il meglio della letteratura fantastica italiana emergente.

La recensione di Miriam:
Giunto alla sua IV edizione, l’ormai noto concorso letterario I mondi del Fantasy, organizzato da Limana Umanita e Scriptorama, si è concluso, come di consueto, con la pubblicazione di un’antologia che raccoglie i venti racconti selezionati. La formula è sempre la stessa: una fitta carrellata di testi diversi fra loro per tematiche e genere, accomunati solo dalla componente fantastica ‒  che, sebbene declinata in vario modo, è sempre presente ‒, dai limiti di lunghezza e dal fatto di essere tutti rigorosamente firmati da autori emergenti italiani. Altro elemento distintivo è, di sicuro, la qualità, garantita da una duplice selezione che passa attraverso il giudizio degli utenti del forum della casa editrice e quello di una giuria tecnica.
L’esperienza di lettura è paragonabile a un viaggio, caratterizzato da moltissime tappe che ci conduce alla scoperta di mondi immaginari, passati, presenti o futuri, regalandoci momenti di puro intrattenimento oppure prestandoci una lente attraverso cui osservare la nostra realtà attuale e ottenerne una nuova chiave interpretativa.
La varietà di contenuti e stili, oltre che scongiurare la noia, fa sì che la raccolta nel suo insieme possa soddisfare i gusti più disparati.
Se racconti come Is mod. 31, Il paradosso dell’osservatore, Achrome o Souvenir da Tropico, potranno lasciarsi apprezzare dagli appassionati di fantascienza, racconti come Metrofane da Voronez, L’ora del diavolo, Vuoi star zitto per favore? o Con i piedi verso la porta accontenteranno  i lettori più inclini alle atmosfere horror. Un sorso di troppo o Il nemico incontreranno facilmente i gusti degli estimatori del fantasy, mentre  Il lupo e la luna potrà far breccia nei cuori di chi predilige il paranormal.
Non mancano poi,  nell’ampio ventaglio, racconti in odore di mitologia come Offerte bruciate ‒ in cui incontriamo nientemeno che il dio Vulcano travestito da arrotino ‒ o Jenny Haniver ‒ che ci racconta il ritrovamento di una sirena strizzando l’occhio al famosissimo dottor Moreau.
Le idee sono tante, le suggestioni di più, giacché ciascun racconto si propone come una vera a propria finestra aperta su uno scorcio immaginifico in grado di suscitare meraviglia ma, all’occorrenza di fra riflettere. Emblematici in tal senso sono racconti come L’ultimo Tedawar (a mio avviso uno dei più belli della raccolta) che, catapultandoci in un’atmosfera in bilico tra fiaba a e incubo ci racconta di particolari ricorsi storici, mostrando come trasformarsi da vittime in carnefici, diventare uguali a chi ci ha arrecato del male,  sia facile se si dimenticano gli insegnamenti del passato; Achrome che ci fa riflettere sul tema della diversità e su come l’amore possa abbattere qualsiasi barriera, oppure La sabbia non dimentica in cui un saggio dell’Antico Egitto fa tristi previsioni sul nostro futuro ricordandoci, però, che con le nostre scelte possiamo sempre fare la differenza, a patto di intervenire per tempo.
Una particolare nota di merito, secondo me, va Anche a Il lupo e la luna che, facendo leva sul sentimento,  si ritaglia una nicchia nell’antologia in cui le emozioni giocano un ruolo fondamentale. Commuovere in poche battute non è facile, ma l’autore riesce benissimo nell’impresa.
Non vi nascondo che, in alcuni casi, ho percepito l’eccessiva brevità come un limite, ritrovandomi a pensare che un paio di cartelle editoriali in più a disposizione degli autori avrebbero permessero il raggiungimento di un risultato più appagante per il lettore, d’altra parte, considerando che una delle sfide previste dal concorso in questione consiste proprio nel conquistare con dei veri e propri shot narrativi, non si può dire che l’obiettivo non sia stato raggiunto.
Sospendente l’incredulità, dunque, e godetevi il viaggio.










Nessun commento:

Posta un commento