martedì 21 marzo 2017

Recensione: Una famiglia perbene

Titolo: Una famiglia perbene
Autore: Danilo Campanella
Editore: David and Matthaus
Dati: 2016, 144p., brossura
Prezzo di copertina: 14,90 euro

Descrizione:
Parigi, 1849. Una donna di colore ricoverata in ospedale riconosce, nella sua vicina di letto, la sua vecchia padrona di quando fu schiava in Centro America: madame LaLaurie, aristocratica nobildonna che decenni prima spalleggiava, per noia o per divertimento, il suo giovane marito, un medico frustrato che puniva gli schiavi con alcuni esperimenti sui loro corpi, che ne causavano la morte tra grandi sofferenze. Nonostante le prove schiaccianti, l'accusatrice del "mostro" faticherà a essere creduta dall'opinione pubblica, che dubiterà che quei fatti siano stati compiuti per mano di una rinomata famiglia perbene, nel corso di un processo che farà tremare persino i piani alti della politica francese. Come se non bastasse, l'accusata diventerà accusatrice, e si ribalteranno le sorti sul tavolo della storia. Tratto da una storia vera.

L'autore:
Danilo Campanella è nato il 2 Dicembre 1984. É laureato in filosofia, ad indirizzo etico-politico. Collabora con diverse riviste e organi si informazione, tra cui Philomath News, Recencinema e Riflessioni. Il suo precedente romanzo si intitola “Un re chiamato desiderio” edito da Tabula Fati. Ama leggere, scrivere e viaggiare. I suoi generi letterari preferiti sono lo storico, il fantasy e l’horror che, spesso, cerca di “ibridare” in un corpo unico. Vive e lavora a Roma.

La recensione di Sara:
È il 1849, Camille è ricoverata in ospedale per una banale crisi lipotimica,come dicono i medici.
Intanto è tormentata da strani incubi che le mostrano una donna di colore imprigionata a una stufa, la gamba completamente ustionata. Poi, le fiamme ovunque.
Camille non sa perché quei sogni la perseguitano, non riesce a ricordare. D’un tratto però, la sua anziana compagna di stanza in ospedale risveglia ricordi atroci: è lei!
La ragazza riconosce nella vecchia ammalata la padrona che utilizzava come schiavi lei e molti altri uomini e donne di colore.
La schiavitù è stata ormai proclamata illegale e Camille decide coraggiosamente di denunciare la donna e le atrocità commesse da lei e suo marito, un medico di cui si sono ormai perse le tracce che si dilettava in esperimenti scientifici sui malcapitati, acquistati come schiavi.
Si apre così il processo a Madame La Laurie che man mano svelerà non solo le torture messe in atto insieme al suo consorte ma anche l’altra faccia della medaglia, la contro democrazia che ancora vive in Francia.
La rivoluzione è sulla bocca di tutti, la democrazia si è trasformata da sogno in realtà eppure c’è chi, come madame La Laurie, spera ancora nel ritorno dell’anciene régime, di una rivincita della nobiltà che faceva il bello e il cattivo tempo e non doveva preoccuparsi di quelle che  per loro sono inezie come diritti umani e parità.
Così Danilo Campanella ci mostra non solo l’orrore che si nasconde nella soffitta di “Una famiglia perbene” ma  lo scontro tra due fazioni politiche che ha determinato il corso della storia.
Attraverso il processo narrato dall’autore, attraverso le parole dei protagonisti, possiamo ricostruire il quadro completo di una realtà complessa, come quella del periodo dei moti rivoluzionari francesi.
Da un lato assistiamo all’integrazione dei cittadini di colore, un tempo schiavi, nelle famiglie borghesi francesi, dall’altro alla rabbia incontenibile di chi credeva di essere onnipotente e ha visto sprofondare tutto ciò in cui credeva sotto i suoi stessi piedi.
Un romanzo che in poche pagine riesce a far immergere completamente il lettore nella storia che, per quanto breve, è narrata accuratamente ed è ricca di dettagli.
Non manca la vena splatter che rende il romanzo ancor più agghiacciante. Le torture descritte, infatti, non sono frutto di fantasia ma, purtroppo, di documentazione storica e mettono in luce di quali barbarie sia capace l’essere umano.
Una famiglia perbene è una piccola storia che porta con sé un grande peso e che lascia il segno, merita di essere letta.

sabato 18 marzo 2017

Recensione: B.I.H.F.F (Best Italian Horror Flash Fiction)

Titolo: SPLATTER PRESENTA: B.I.H.F.F (Best Italian Horror Flash Fiction)
Autori: AA.VV.
A cura di Paolo Di Orazio e Alessandro Manzetti
Editore: Independent Legions Publishing
Traduzioni: Daniele Bonfanti, Francesca Noto e Nicola Lombardi
Revisioni: Alessandro Manzetti
Illustrazione di copertina: Vincent Chong
Formato: eBook
Pagine: 239
Lingua: Italiano
Prezzo di copertina edizione eBook: € 2,99
Pubblicazione: marzo 2017
Disponibile su Amazon

Descrizione:
Quindici racconti horror inediti di alcuni tra i migliori interpreti dell’horror italiano insieme ad opere di autori emergenti e grandi ospiti internazionali come Poppy Z. Brite, Charlee Jacob ed Edward Lee. Completano l’antologia tre fumetti pubblicati nell’ultima serie di Splatter Magazine, una prefazione di Paolo Di Orazio e una postfazione di Alessandro Manzetti. Un progetto realizzato in collaborazione con il Magazine Splatter e con il Chapter Italy della Horror Writers Association. Racconti: ‘Mancanza’ di Poppy Z. Brite; ‘La Ragazza Larva nella Prigione delle Donne Morte’ di Edward Lee; ‘Attraverso le Veneziane’ di Charlee Jacob; ‘L’ultimo Desiderio’ di Poppy Z. Brite; ‘Due Teste’ di Caleb Battiago; ‘L’Insaccato’ di Paolo Di Orazio; ‘La Ragazza dall’Occhio di Vetro’ di Stefano Fantelli; ‘Tre Secondi’ di Nicola Lombardi; ‘Basta che non li fai entrare’ di Luigi Musolino; ‘Il Cacasuore’ di Daniele Bonfanti; ‘Non si Accettano Fumetti dagli Sconosciuti’ di Giuliano Conconi; ‘Rosy & Jack Spaccalegna’ di Davide Camparsi; ‘Miseri Resti Sepolti’ di Miriam Palombi; ‘Una Moglie Perfetta’ di Serena Aronica; ‘Black Market Music’ di Vito Ricco. Fumetti: ‘Io Sono la Forca’ (da Splatter Magazine #4 - Maggio 2014; ‘Metajo Orlando’ (da Splatter Magazine #5 - Luglio 2014); ‘Selfie Service’ (da Splatter Magazine #6 - Ottobre 2014).

La recensione di Miriam: 
Valorizzare l’horror italiano e rappresentarlo nel mondo: questa è la mission che Alessandro Manzetti persegue ormai da anni, come autore, editore, Trustee dell’Horror Writer Association, nonché curatore di svariati altri progetti che vanno nella stessa direzione. Un obiettivo ambizioso e coraggioso, considerando la diffidenza con cui il genere è accolto nel nostro paese e la scarsa visibilità di cui la narrativa nostrana gode all’estero.
Sdoganare, unire, creare nuove sinergie e opportunità sono le parole chiave alla base anche di questa antologia, che raccoglie appunto una selezione di racconti brevi, firmati da autori italiani più e meno noti, aprendo nel contempo una finestra che guarda oltre la territorialità. Il volume, infatti, oltrepassa i confini geografici, accogliendo tre ospiti internazionali di grosso calibro, come Edward Lee, Charlie Jacob e Poppy Z. Brite, e quelli espressivi, inglobando una selezione di fumetti già apparsi sul magazine “Splatter”, ideato da Paolo Di Orazio.
Horror a trecentosessanta gradi dunque, da gustare attraverso la parola scritta e le immagini, una tentazione irresistibile per gli appassionati, che si dimostra all’altezza delle aspettative.
Ciascun autore propone un tema diverso e una personale interpretazione del genere – si va dall’horror più tradizionale all’extreme, passando per lo splatterpunk – sicché il risultato è un coro polifonico,  armonico ed eterogeneo allo stesso tempo.
La brevità che accomuna tutti i testi ci induce ad assecondare il ritmo di rapidi cambi di scenario e atmosfere, tenendoci costantemente in allerta. Leggendo si ha la sensazione di percorrere una sorta di labirinto, disseminato di pericoli, non avendo la più pallida idea di cosa aspettarci, pur sapendo che qualcosa di terrificante ci investirà a ogni svolta.
Spesso sono mostri ad attenderci, incarnazioni di archetipi dell’immaginario o delle nostre paure ancestrali, come il Cacasuore di Daniele Bonfanti, una creatura dagli istinti cannibalici  che si aggira nei pressi di  un convento; gli scheletri assassini partoriti da un vinile maledetto in Black Market music di Vito Ricco; o gli zombie mutaforma in cui si trasformano i protagonisti di Rosie & Jack spaccalegna di Davide Camparsi. Mostri sui generis sono anche i vampiri di Basta che non li fai entrare di Luigi Musolino, che tingendo l’horror di una marcata vena ironica incarnano una paura tutta moderna, forse più innocua di altre, ma solo all’apparenza: quella degli esattori che bussano alla porta per incastrare chi non paga il canone della televisione.
L’ironia fa da perno anche in  Una moglie perfetta di Serena Aronica, che vede un marito costretto a uccidere la consorte e a sottoporla a un particolare rito per trasformarla nelle sposa ideale – chiaramente, l’esito comporterà qualche imprevisto.
In alcuni casi, il terrore assume il volto di una nemesi come in Miseri resti sepolti di Miriam Palombi, in cui  una vittima di omicidio risorge dalla tomba per farsi giustizia; oppure di una nemesi al contrario, come in Tre secondi di Nicola Lombardi, in cui una persona scampata al colpo di grazia del suo assassino torna a cercarlo affinché concluda quello che ha cominciato. In altre occasioni, l’inferno scaturisce da un mondo immaginario che si credeva rassicurante, piacevole, e invece si rivela una fucina di veri e propri incubi, come accade in Non si accettano fumetti dagli sconosciuti  di Giuliano Conconi, in cui un misterioso fumetto rigurgita orrori nella realtà.
Con Caleb Battiago ed Edward Lee scivoliamo verso scenari post-apocalittici. Il primo, con Due teste,  ci regala un nuovo, delizioso morso della sua Area 52,il progetto a luci rosse messo a punto a Parigi sud 5 per alimentare il giro della prostituzione. Laddove amore e morte viaggiano a braccetto e la vita umana ha perso qualsiasi valore, una coppia di amici ricerca il piacere concedendosi, un incontro a tre con la famosa Violaine: una puttana superdotata. Ovviamente il prezzo per le sue prestazioni sarà altissimo, ma occorrerà giungere alla fine per scoprire chi pagherà e come.
Lee, invece, nel suo La ragazza larva nella prigione delle donne morte, ci fa conoscere le Larve, un tempo comuni esseri umani divenuti, a causa di  un agente inquinante,  rappresentanti di una razza nuova, raccapricciante e letale.
Se con questi due autori si corre lungo il confine più estremo delle aberrazioni, in una direzione simile, sembrano muoversi anche Stefano Fantelli con La ragazza dall’occhio di vetro  e Paolo Di Orazio con L’insaccato. La componente splatter in questi due racconti è molto  marcata, si tratta infatti di due autentiche cartoline infernali in grado di inchiodarci con immagini difficili da dimenticare. Nel primo, l’orrore passa attraverso la perversione sessuale, che qui si sfoga su un’orbita vuota, molto particolare. Nel secondo assistiamo a una sorta di punizione/esecuzione per cui vediamo un uomo cucito  nella carcassa di una scrofa e gettato in pasto ai maiali.
Con  Attraverso le veneziane, di Charlie Jacob assaggiamo un orrore assolutamente reale, quello dell’abuso sull’infanzia e delle cicatrici che lascia, non solo nel fisico ma nell’anima. In questo, che forse è il più impegnato di tutti i racconti, la protagonista che soffre di agorafobia sbircia attraverso le lamelle delle veneziane l’esistenza che le è stata rubata. Una carrellata di immagini crude che si alternano a momenti introspettivi molto toccanti.
E toccanti sono anche i due contributi di Poppy Z. Brite; con il lirismo macabro che contraddistingue il suo stile, in Mancanza ci parla di amore e morte, della difficoltà di colmare il vuoto lasciato da qualcuno che si ama – che nel caso specifico troverà una soluzione raccapricciante –  mentre in L’ultimo desiderio interpreta il bisogno di un malato di cancro di liberarsi dalla sofferenza attraverso la morte… sempre ammesso che ciò sia possibile. Un testo che pur sfociando nel paranormale, sfiora una tema di grande attualità.
Non meno interessanti si rivelano i fumetti. In Io sono la forca, è lo strumento di morte a prendere la parola per raccontarsi e proporci un’insolita disquisizione sul senso stesso della vita. Nel tragicomico Metajo Orlando, conosciamo uno scrittore di fumetti caduto in disgrazia che inventa un sistema infallibile per tornare sotto le luci della ribalta. Ritroviamo lo stesso personaggio anche in Selfie service per un’evoluzione splatter quanto imprevedibile del suo folle piano.
Un’ottima lettura, inquietante e divertente, offre un porto sicuro agli aficionados ma anche una valida occasione per esplorare il genere a quanti ancora non si fossero lasciati sedurre dal fascino dell’oscurità.















giovedì 16 marzo 2017

Recensione: Non dirmi bugie

Titolo: Non dirmi bugie
Autore: Rena Olsen
Editore: Newton Compton
Collana: Nuona Narrativa Newton
Pagine: 336
Prezzo eBook: 2,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:
Clara sta spazzolando i capelli a una delle figlie, quando alcuni uomini armati fanno irruzione in casa e arrestano Glen, suo marito. L’ultima cosa che lui le urla, prima di essere portato via, è di non dire niente, e lei ubbidisce. Del resto, la rigida educazione che ha ricevuto da ragazzina, e che l’ha resa poi una giovane donna dalle maniere perfette, l’ha abituata a fare ciò che va fatto. Sempre. Ma la situazione precipita rapidamente e lei si ritrova rinchiusa, interrogata da uomini e donne che la chiamano con un altro nome, Diana, e che accusano il marito di aver commesso crimini atroci. Clara ripercorre così il suo passato, cercando la chiave per comprendere ciò che le sta succedendo. E a poco a poco il passato inizia a stridere con il presente e Clara è costretta a mettere in dubbio la realtà che ha sempre dato per scontata: dovrà ricorrere a tutte le sue forze per aprire gli occhi sul presente e affrontare il futuro, se per lei un futuro c’è ancora…

L'autrice:
Rena Olsen. Vive in Iowa, è una scrittrice, terapeuta, insegnante, cantante a tempo perso e soprattutto un’incrollabile ottimista. Di giorno cerca di salvare il mondo come psicologa scolastica, mentre di notte costruisce nuovi mondi sulla carta. Non dirmi bugie è il suo primo romanzo. Il suo sito internet è renaolsen.com.

La recensione di Miriam: 
Qualsiasi tipo di violenza è aberrante, tuttavia quella psicologica è la più subdola poiché è difficile riconoscerla, persino per chi ne è vittima.
Clara, per esempio, è pronta a giurare di aver condotto un’esistenza normale, di non aver mai subito soprusi o privazioni, fino al giorno in cui degli sconosciuti non hanno fatto irruzione in casa sua strappandola a tutto ciò che le era familiare. Certo, dalle mura di quella casa bellissima non è mai uscita, se non in rarissime occasioni, sotto la stretta sorveglianza di qualcuno; è stata picchiata tante volte ma sempre per aver trasgredito a qualche regola, dunque perché lo meritava. È anche vero che molte delle figlie portate alla villa perché venissero addestrate, all’inizio piangevano e dicevano di voler tornare dai loro genitori, però questi ultimi non le volevano più, le avevano cedute a Mami Mae e Papi G affinché le trasformassero in signorine perfette e le cedessero a uomini ricchi, pronti a garantire loro un futuro migliore. Per lei è stato lo stesso, anche se aveva appena sei anni quando tutto è successo e non ricorda più nulla della sua vita prima.
Mami e Papi non sono i cattivi della storia, loro sono i buoni, e lo è anche Glen, il loro figlio, l’uomo che Clara ha sposato per amore, ottenendo il privilegio di non essere venduta.
Cattivi sono coloro che l’hanno portata via, che l’hanno rinchiusa in una stanza, dicendole che suo marito è un criminale e facendole un mucchio di domande affinché lei li aiuti a incastrarlo. Ma Clara è fedele ed è stata educata in maniera impeccabile, le hanno spiegato bene cosa è giusto e cosa è sbagliato sicché, qualsiasi cosa accada, la sua bocca resterà cucita…
Il punto è che la verità spesso è opinabile, quantomeno basta cambiare punto di vista perché le cose assumano un significato diverso agli occhi di chi le guarda. Chi subisce una violenza psicologica viene posto in una prospettiva da cui tutto sembra regolare e l’abuso non è percepito nemmeno come tale. Diventa doppiamente fragile proprio perché, oltre a  non possedere i mezzi, non ha la volontà di difendersi, non riconoscendo il nemico.
“È sempre stato così, perciò come può essere sbagliato?” si ripete Clara, che non avendo mai avuto un modello di vita diverso da quello vissuto con cui confrontarsi, non sospetta minimamente di essere vittima di qualcosa di orribile, insieme a tante altre ragazzine che hanno subito la sua stessa sorte.
Non dirmi bugie è un thriller narrato dal punto di vista della vittima, questa è la sua peculiarità e anche il suo grande punto di forza, l’elemento che lo allontana dal tipico schema poliziesco, concentrandosi sulla psicologia di una donna violentata nel fisico ma soprattutto nell’anima.
La sfida sviscerata da Rena Olsen non consiste nella ricerca dei colpevoli – loro sono già lì, sono stati stanati – ma nel convincere Clara a testimoniare contro di loro, a collaborare affinché la polizia possa raccogliere le prove definitive, indispensabili per incastrarli e impedire che continuino a fare del male. La vera sfida è riuscire a smontare il castello di bugie che mami Mae, Papi G e Glen hanno costruito per Clara, in modo da farle vedere un’altra verità, quella che apre una finestra sulla vita che avrebbe potuto vivere se i mostri che lei adesso reputa la sua famiglia non le avessero fatto del male.
Il romanzo si articola in due tempi: i capitoli dedicati al presente, che raccontano della detenzione di Clara, degli interrogatori e della sua resistenza, si alternano ai capitoli che ci trascinano indietro nel tempo, raccontandoci gli anni trascorsi all’interno della casa in cui la giovane donna è stata segregata e formata come schiava del sesso.
Si rimane profondamente toccati dal racconto, reso peraltro con uno stile diretto e coinvolgente, per l’agghiacciante realismo delle  tematiche affrontate – la violenza sulle donne e la tratta di esseri umani purtroppo non sono frutto di fantasia – ma nondimeno per le dinamiche psicologiche che scattano in Clara e che la sorreggono lungo il cammino. Più ancora che le botte, le privazioni, le umiliazioni cui viene sottoposta, fa inorridire l’efficacia con cui la sua mente viene manipolata al punto che nel suo schema di pensiero i comuni concetti di giusto e sbagliato risultano completamente invertiti. Sembra quasi paradossale che per lunghi anni lei non abbia mai lottato contro chi stava davvero abusando di lei in tutti i sensi, mentre adesso lotta con le unghie e con i denti contro chi vorrebbe salvarla.
Consiglio fortemente la lettura di questo libro, non solo perché si tratta di un thriller mozzafiato, ma soprattutto perché fa comprendere benissimo quel che significa e quel che comporta la violenza psicologica, mentre viene subita ma anche dopo, giacché liberarsene e rinascere comporta un grande lavoro di decostruzione e ricostruzione di sé. Un percorso non meno doloroso e difficile che attraversa l’intero romanzo, andando a riequilibrare l’orrore dei crimini descritti con la speranza della rinascita.  







mercoledì 15 marzo 2017

Anteprima: Divagazioni aliene

Titolo: Divagazioni aliene
Autori: Federica Leonardi, Alessandro Schillaci, Gabriele Valenza
Editore: Kipple Officina Libraria
Formato: eBook
Pagine: 51
Prezzo: 0,95
Disponibile su Amazon

Descrizione: 
Ebook che raccoglie i tre racconti vincitori del Premio Short Kipple 2016.
Il mistero del tuo corpo: La poesia di un incontro lovecraftiano si espande sulla trama di una spiaggia isolata, nel passare degli anni, nel mutare della solitudine in consapevolezza e poi, nel destinare ogni ricordo al proprio fato. Tutto sembra un sogno e lo stacco del Fantastico si apposta su ogni lato dell’immaginazione, diventa realtà.
Nostra signora Eternità: La trama del reale si compone d’infinite percezioni, sicurezze, sensazioni. Eric è uno di quelli che lavora col reale, e nei prolungamenti innaturali del corpo ha instaurato il proprio modello di vita e sostentamento. Le sue percezioni ESP ne fanno un esperto manipolatore mentale e così, ci sarà mai qualche sorpresa che potrà sconvolgergli la vita?
Parole di pioggia: Può una favola essere un complemento all’esplorazione spaziale, alla sintesi tra incontri alieni e fede mistica, addirittura religiosa? Andando incontro al nostro destino esistono una serie di domande da risolvere, e tutto appare rivestito da una coltre indeterminata che rende la vita sospesa,  incerta; ma poi, trovare le risposte giuste renderà davvero la nostra vita connessa alle forze trascendentali dell’energia?

Gli autori:
Federica Leonardi, è nata nel mese dei morti, si approccia giovanissima alla letteratura crepuscolare, passando lunghi pomeriggi in compagnia di E. A. Poe. Da allora continua a leggere e scrivere di follie, corpi brulicanti e indecenti mutazioni.
Ha scritto alcuni racconti pulp, tra i quali il lungo Re di cuori (Delos Digital).
Nel 2015 ha esordito con il romanzo weird Il signor W. per la casa editrice LaPiccolaVolante.
Nel Novembre 2016 il suo racconto Dietro il frigorifero viene inserito nell’antologia Altrisogni Vol. 3 (dbooks.it) Nel Dicembre dello stesso anno, il racconto Sangue bianco viene pubblicato nell’antologia Strane Visioni, edizioni Hypnos.
Alessandro Schillaci, nasce nel 1973 a Casale Monferrato. Laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino, lavora come Software Engineer nel capoluogo piemontese.
Da sempre appassionato di narrativa e di fantascienza, è attratto da tutto ciò che riguarda tecnologia e antiche civiltà. Nel tempo libero si dedica, oltre che alla scrittura, alla progettazione e creazione di videogiochi in ambito mobile e desktop.
Nel 2016 è finalista a Lucca Comics 2016 per il premio “Start and Up” con il progetto Steampunk Adventure (videogioco Android e PC Desktop). Nel 2014 pubblica un videogioco sperimentale di narrativa interattiva, Little Falls sulle piattaforme Android e Pc. Nel 1995 vince il premio “Aleramicus” come miglior romanzo di Fantascienza (1995, Acqui Terme) e nel 1997 ottiene il terzo posto al premio di narrativa “Monferrato di racconto…” (1997).
Per due volte è finalista al premio di poesia “Ravasenga” (1996-1997 undicesimo e decimo posto, Casale Monferrato).
Gabriele Valenza,  è nato a Palermo nel 1984. Si è iscritto al corso triennale della scuola del fumetto di Palermo, ottenendo il diploma di fumetto nel 2011. Nello stesso anno ha collaborato con la rivista di cultura, scienza, arte e fotografia Alta Nox, per la quale ha scritto e disegnato alcune storie. Nel 2012 ha disegnato Female Force, William Moultoun Martson – The creator of Wonder Woman, per la “Bluewater Comics”. Nel 2015 scrive il suo primo libro: Gli osservatori, pubblicato su Amazon. Nel febbraio del 2016 pubblica il suo secondo libro: L’isola bianca: 33°22’04.0”N, 112°16’10.0”W.

martedì 14 marzo 2017

Recensione: Da zero a Infinito

Titolo: Da Zero a Infinito
Autore: Fabio Lastrucci
Editore: CS Libri
Pagine: 172
Prezzo: 2,99 formato ebook

Descrizione:
Dalla prefazione di Massimo Citi:
«Uno dei principali segni distintivi della narrativa di Fabio Lastrucci è la fine, una fine con la “f” minuscola, un giudizio universale che non ha nulla della tradizione cristiana né di altre religioni, ma che ha una risonanza saldamente laica, una cesura che viene a interrompere una successione di vite banali, terrene, spesso volgari, curve su una realtà asfittica e prive di qualsiasi impulso che possa salvarle dalla successione dei vuoti gesti quotidiani. 
Non una fine definitiva, ma un evento temporaneo, un'interruzione in qualche modo prevista, uno iato nella quotidianità che lascerà posto ad Altri e che rovescerà le carte mostrando il tessuto profondo del mondo. 
Andando nell'ordine della memoria questi Altri, i soli viventi della scena, potranno assumere panni estremamente diversi, segnati da un leggero ma incontenibile humour nero: uno scarafaggio incline a considerazioni sfiduciate, un cane di cartone, un licantropo di nobili natali, una galleria di vecchi cartoons in bianco e nero, un fantasma borghese, un minotauro condannato a ripercorrere gli stessi sotterranei metropolitani, un drop-out in una Ferrara dechirichiana, alieni che hanno dimenticato la loro missione, transessuali con una passione molto particolare, satanisti ingenui e ignoranti. Tutte creature ugualmente incerte, perplesse, obbligate a misurarsi con la propria natura – ferina o metodica, rabbiosa o malinconica – e sforzarsi di immaginare un mondo privo di un'umanità chiassosa e impudica.»

L'autore:

Fabio Lastrucci nasce a Napoli nel 1962. Scultore e illustratore, ha lavorato per le principali reti televisive nazionali, il teatro lirico e di prosa con i laboratori Golem Studio e Metaluna, mentre attualmente porta avanti il progetto artistico “Nuages – morbidi approdi” col fratello Paolo. Nel 1987 disegna l’albo a fumetti La guerra di Martìn, su testi del drammaturgo Francesco Silvestri. Come autore di testi ha messo in scena lo spettacolo teatrale “Racconti salati” (con Fioravante Rea e Fulvio Fiori), inoltre ha pubblicato racconti in riviste e antologie edite da Stregatto Editore, Malatempora, Il Foglio Letterario, Ghost, Xenia, CS_libri, Perrone, Montag, DelosBooks, Ciesse e Dunwich. Collabora con interviste e articoli sul fumetto con le riviste “Delos Science Fiction” e “Fralerighe fantastico”. 
Con le Edizioni Scudo nel 2012 propone il saggio “I territori del fantastico”, una raccolta di interviste semiserie con autori italiani e stranieri. Nel 2014 pubblicherà l’e-book “Max Satisfaction” con le edizioni La mela avvelenata e con Dunwich edizioni il suo primo romanzo ambientato nella Hollywood degli anni ’30.

La recensione di Sara: 
Potrei dire che sto per parlarvi di un libro fantascientifico, o forse potrei definirlo surreale, a tratti anche comico, ma sarebbe tutto molto riduttivo.
Da zero a infinito non è semplicemente una raccolta di racconti di genere, è qualcosa che va oltre una mera classificazione, oltre il definibile.
Se state cercando un libro che parli della quotidianità, dell’essenza delle cose in termini decisamente anticonvenzionali, questo è quello che fa per voi!
Fabio Lastrucci ci racconta una realtà comune con quel tocco di fantastico e onirico che confonde il lettore al punto di fargli domandare: “E se fosse davvero così?”
L’autore ci  narra di un’Italia diversa da quella che siamo abituati a concepire ma che, per quanto surreale possa apparire, in fondo non lo è. Ci narra di un passato e di un futuro sulla linea di confine tra lucidità e follia.
Immaginate una Napoli sull’orlo di un’invasione aliena, “Loro” sono vicini, forse sono già tra di noi e non lo sappiamo. O forse non vogliamo accorgercene? Siamo in grado di riconoscerli o ci lasceremo cogliere dal panico più sfrenato?
E immaginate se nelle cantine del vostro condominio si nascondesse un Minotauro con cui, anni or sono, è stato firmato un tacito accordo. Questo è solo l’inizio di uno dei racconti più geniali dell’antologia, sto parlando de “La meccanica dell’Ambaradan”, una storia tanto grottesca quanto sorprendentemente verosimile. Chissà se dopo averla letta prenderete ancora l’ascensore con leggerezza…
Ma Da zero a Infinito non è solo fantascienza, è anche una critica al sistema a cui siamo ormai abituati, alla tecnologia che avanza e mette a tacere i sentimenti.
Un esempio calzante può essere Deadbook, una parodia necromantica dei socialnetwork che abitualmente utilizziamo, una sorta di Facebook che mette in contatto i vivi con l’adilà. O ancora Max satisfaction che ci catapulta in una realtà futuristica in cui la pornografia la fa padrona, alternando una realtà sintetica a un mondo androide.
Non è tutto però, questa raccolta è anche poetica, a tratti commovente, un’analisi sociologica anticonvenzionale che si alterna a una riflessione più profonda sulla psicologia umana, sui sentimenti più profondi e taciuti.
Non posso fare a meno di pensare a Olindo, protagonista del secondo racconto dell’antologia, a mio avviso il migliore nella sua semplicità.
Olindo è un outsider, un pazzo, la gente lo scansa. Olindo lo sa e pure lui la gente la scansa, certe situazioni non gli piacciono, allora si crea una realtà alternativa, un “trucchetto” che gli permette di scappare, che lo fa sentire tremendamente cattivo ma che è il suo unico sollievo.
Fa riflettere Olindo perché viene da chiedersi chi sia davvero il pazzo, chi sia ad avere realmente ragione.
Le trame non sono gli unici tratti positivi di questo libro, la vera carta vincente è, secondo me, la capacità narrativa di Fabio Lastrucci, la compostezza e la profondità della scrittura. L’autore riesce a raccontare in maniera poetica anche le scene più truci e violente, riesce a coinvolgere, a incollare il lettore alla pagina.
Quindici racconti da leggere tutti d’un fiato e che difficilmente si dimenticano, poche pagine che restano impresse e aprono orizzonti di riflessione ben più ampi di quello che si possa immaginare.
Se siete curiosi di leggere di alieni, licantropi, catastrofi, mostri negli scantinati e mostri interiori, questo è il libro giusto. Soprattutto se saprete guardare oltre la forma esteriore e ricercare il significato più profondo.

lunedì 13 marzo 2017

Blogtour "Ancients - Il grande freddo" di Luigi Claudio Viagrande: 7° tappa




Buongiorno cari follower,

benvenuti alla settima tappa del blogtour dedicato a  “Ancients - Il grande freddo” di Luigi Claudio Viagrande.

Seguendo le varie tappe avrete modo di scoprire contenuti originali sul romanzo, inoltre potrete partecipare al Giveaway finale che vi darà  la possibilità di vincere una copia cartacea e una digitale del libro (trovate in coda a questo post il form da compilare).

In questa tappa potrete leggere un estratto.

Titolo: Ancients – Il grande freddo
Autore: Luigi Claudio Viagrande
Editore: self publishing
Data di uscita: 04/11/2016
Genere: Fantascienza, Avventura

Pagine: 440

Prezzo: in offerta fino al 16 marzo a 0.99€
Disponibile su: Amazon e le più importanti librerie digitali


Descrizione:
In un mondo devastato da un virus letale, Liam Cooper è un ragazzo di appena 27 anni che vive un'esistenza mediocre ma al riparo dal virus all'interno della città-cupola di Nuova Yermo. La sua vita cambierà quando il professor Graham, leader della congrega dei Sapienti, decide di trasferirlo nella prestigiosa Università di Pahrump, luogo dove si formano le menti che, in un futuro ancora distante e incerto, riusciranno a debellare il virus dalla faccia della terra. Per sempre. Qui Liam viene a conoscenza di una inquietante verità; il virus sta rapidamente conducendo il globo verso un tragico epilogo. Il processo non è irreversibile e Liam affronterà un viaggio crudele e pericoloso nell'estremo tentativo di salvare le poche persone ancora in vita. Conoscerà un mondo dominato dalla malvagità e dalla crudeltà dell'uomo e scoprirà che la verità è ancora più agghiacciante di quanto sembri. Fuori c'è ben altro, una realtà più oscura e terribile del virus stesso.


Il Contenuto Originale di oggi:
La prima volta che Logan dovette entrare nella sala blu – così l’avrebbe battezzata alla fine di quel giorno – fu più preparato di Liam rispetto alla sua prima volta.

Dovete sapere che quello che accade lì dentro è in qualche modo speciale e indimenticabile, come il primo bacio di una donna, anche se non ugualmente piacevole. Liam aiutò l’amico a rendere quel momento meno doloroso possibile.

«Quando sarai lì dentro», lo informò mentre sfilava la cintura dai pantaloni, «non dovrai pensare a niente. Non aver paura dei rumori o delle luci forti. Quando sarai lì dentro, voglio che mordi questa finché non sarà tutto finito.»
Logan prese la cintura dell’amico con poca convinzione.
«Fidati, aiuta», lo rassicurò Liam. «Avrei voluto che qualcuno mi avesse detto la stessa cosa sette anni fa.»


Il calendario completo del blogtour:

06/03/17 - Universi Incantati - Estratto del libro
07/03/17 - Il Mondo di Sopra - Spin-off "Una Winston blu" pt. 1
08/03/17 - Peccati di Penna - Estratto del libro
09/03/17 - La Fenice Book - Spin-off "Una Winston blu" pt. 2
10/03/17 - Gli Scrittori della Porta Accanto - Estratto del libro
11/03/17 - My Secret Diary - Spin-off "Una Winston blu" pt. 3
13/03/17 - Il Flauto di Pan - Estratto del libro
14/03/17 - Il bosco dei sogni fantastici - Spin-off "Una Winston blu" pt. 4
15/03/17 - Chicchi di Pensieri - Estratto del libro
16/03/17 - La Lettrice Segreta - Estratto del libro




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