domenica 14 gennaio 2018

Anteprima: Pirro il distruttore di Angelo Berti

Titolo: Pirro il distruttore
Autore: Angelo Berti
Copertina: Francesco Saverio Ferrara
Curatore: Francesco La Manno
Editing: Annarita Guarnieri e Francesco La Manno
Grafica e impaginazione: Mala Spina
Editore: Italian Sword&Sorcery Books
Collana: Polifemo 1
Formato: digitale
Pagine: 220 circa
Prezzo: 4,99 euro

Descrizione:
Pirro è la Cascata di Fuoco che distruggerà le genti.
Benvoluto dagli dei e temuto dagli uomini, imparerà le arti della guerra dai migliori della sua epoca.
Protetto dalla Goeteia e affiancato dalla misteriosa Lilitu, costruirà pezzo per pezzo il trono sul quale sedersi per governare il mondo.
Fino all’avversario più ostico.
Roma.

Autore: 
Angelo Berti è nato nel 1963 a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, vive a Ravenna.
Dopo gli inizi dedicati alla poesia, raggiunta una presunta maturità, si è dedicato alla narrativa Fantasy, pubblicando la saga di Jagalor.
A seguito di un romanzo storico ambientato nel 1943, Le Preghieredi una madre, ha pubblicato un altro Fantasy, Drow e la saga de I Figli della Geenna, due romanzi ad ambientazione Fantastorica, di cui il terzo e ultimo episodio è da pubblicare.
Dopo L’Isola del Ghiaccio, un romanzo Storico Mitologico di ambientazione Norrena, è tornato al Fantasy con Debito d’Onore, un Urban Fantasy ambientato in Emilia Romagna firmato con lo pseudonimo A.P.Hughes.
Invitato da Vincent Books a contribuire alla Collana Miskatonic, riservata ai migliori autori italiani di fantastico, ha pubblicato il racconto lungo Heterochromia, il suo primo Horror-Thriller.
Il suo nono romanzo, Nonaroth, pubblicato con Watson Edizioni è una ambiziosa fiaba Dark-Fantasy che sta riscuotendo molto interesse.
Pirro il Distruttore è il suo decimo romanzo.
Ha collaborato con il Blog True Fantasy, con la Locanda di Mastro Angelo, e ha diretto per un anno il blog Fantasy Planet.
Ultimamente collabora con Italian Sword & Sorcery e HFI – Heroic Fantasy Italia, con saggi e interviste ai più popolari autori di Fantastico nazionale e internazionale. 

venerdì 12 gennaio 2018

Recensione: Panedemonium Road

Titolo: Pandemonium Road
Autrice: Anonima Strega
Editore: self publishing
Genere: paranormal romance/horror/thriller/scifi
Pagine: 264
Prezzo eBook: 1,99
Prezzo cartaceo: 10,99 euro
Disponibile su Amazon

Descrizione:
Può un breve viaggio attraverso il caos ribaltare gli amori di una vita?
Tessa ha deciso di trasferirsi al nucleo Trenta per togliersi dalla testa Raoul, l’uomo irraggiungibile che si è preso cura di lei quando una pandemia ha decimato la popolazione terrestre, ora accentrata in un’unica strada che attraversa l’Europa. Raoul è a capo di un’organizzazione del nucleo Dieci e sta cercando di arginare i danni provocati da un contagio che si attacca al cervello, nutrendosi di pensieri. Gli umani infettati sono mine vaganti e si comportano come zombie, per cui Tessa non si stupisce quando Raoul le invia uno dei suoi collaboratori affinché la riporti indietro. O forse questo amore non è più così platonico?
Jacko è un musicista che vive al nucleo Venti da quando è sbarcato dalle vecchie Americhe. Uno dei transatlantici che recuperano uomini sui continenti più desolati lo ha portato sulla Pandemonium Road con la sua ragazza Aisha, e insieme hanno iniziato una nuova vita. Ma il destino di Jacko è segnato e il contagio lo attende dietro l’angolo del garage. L’organizzazione del Dieci, però, sa benissimo che alcuni infettati possono guarire grazie a un misterioso programma di recupero. Cosa, di preciso, Raoul metterà a rischio, nel momento in cui deciderà di affidare il caso a un collaboratore che è di strada?

L'autrice:
ANONIMA STREGA si occupa da sempre di tematiche legate all’occulto. Preferendo tutto quanto concerne l’universo femminile neopagano, è di conseguenza al contempo molto romantica, anche se l’oggetto dei suoi desideri esce spesso dalle righe, così come i personaggi delle sue storie. Crede fermamente che gli elementi del creato siano guida e strumento, sia per le streghe, sia per i protagonisti di avventure d’amore paranormali, come quelli della trilogia “Le spose della notte”, della raccolta “Killer di cuori e altri semi” e dei romanzi “Spettabile Demone”, “Il Diavolo e la Strega”, “L’Alchimista Innominato” e “Legione magica” (in quest’ultimo ritroviamo alcuni personaggi sia di “Spettabile Demone” sia della trilogia). In una vita precedente ha già avuto a che fare con i libri, ma i vaghi ricordi sono perlopiù negativi, e per libertà di movimento si dichiara disinteressata a qualsiasi proposta editoriale. Il suo antro è situato in un luogo nascosto, custodito da una gatta nera d’angora e una coppia di anziani troll norvegesi. Da lì dispensa consigli magici attraverso anonimastrega.blogspot.it

La recensione di Miriam:
Con Pandemonium Road, Anonima Strega si discosta dal suo genere abituale per cimentarsi con la fantascienza distopica. Da un universo intriso di natura, magia e filosofia neopagana ci proietta in un futuro post-apocalittico in cui una misteriosa pandemia, presumibilmente scatenata da una razza aliena, sta decimando la popolazione. Una strana sostanza blu gelatinosa aggredisce gli esseri umani e inizia a nutrirsi dei loro pensieri rendendoli simili a zombie affamati di carne umana.
Una volta colpiti dal morbo non c’è nulla che si possa fare. Tuttavia un uomo, Raoul, ha scoperto che qualcuno può essere salvato e ha fondato un’organizzazione che si prodiga allo scopo. Le persone dotate di maggiore intelligenza, infatti, non vengono annientate subito e, se aiutate opportunamente, possono espellere la sostanza aliena e guarire.
Pandemonium Road è la lunga strada che attraversa il nuovo mondo, o quel che ne resta: solo trenta nuclei, ovvero trenta agglomerati urbani, sono tutto ciò che la costella, nonché gli ultimi baluardi di un’umanità che tenta di sopravvivere. Ed è proprio su questa via, intrisa di pericoli e desolazione, che si snoda la trama. Krista, una cyborg al servizio di Raoul, viene incaricata di trovare e guarire un giovane musicista, Jacko, infettato dal morbo. Contestualmente il suo capo le chiede di fare una sosta lungo il tragitto per prelevare una ragazza che gli sta a cuore dal nucleo in cui vive e portarla alla base.  Tessa, questo il suo nome, si è allontanata da lui quando ha scoperto di esserne innamorata e ha compreso di non essere corrisposta. Raoul ha rispettato la sua scelta ma ora che l’epidemia sta dilagando non vuol rischiare di perderla ed è determinato a proteggerla.
Inizia così un viaggio avventuroso, fisico e simbolico, che coincide con il difficile percorso di guarigione affrontato da Jacko ma corrisponde anche a un’esperienza dal fortissimo impatto per i protagonisti che ne usciranno profondamente cambiati.
Strizzando l’occhio a una nutrita carrellata di romanzi incentrati sul tema dell’apocalisse zombie, senza trascurare la serie TV The walking dead, l’autrice dà vita a una storia piacevole e ricchissima di spunti interessanti, anche se a mio avviso non riesce a fare pieno centro. Mentre leggendo le opere precedenti si percepiscono la perfetta padronanza dei temi trattati e la scioltezza con cui si muove in quello che sembra essere il suo elemento naturale, qui comunica una certa insicurezza fornendo l’impressione che l’abito fantascientifico, pur adattandosi alla sua penna, non le sia altrettanto congeniale. Da grande appassionata del genere, ho trovato debole, e a tratti confusionaria, la descrizione dell’ambientazione, della società sviluppatasi dopo lo scoppio della pandemia, della stessa natura, diffusione e cura del morbo. Si accenna a una razza aliena che ha attaccato l’umanità ma non ve n’è traccia, escludendo la strana gelatina blu che trasforma in zombie. Apprendiamo che i più intelligenti possono guarire ma non si capisce bene su quali basi vengano identificati, viene solo fatto un vago riferimento a uno sguardo più sveglio rispetto a quello degli altri. Raoul ha capito come guarirli ma come e in quale veste? È un medico, uno scienziato, ha studiato il morbo o ha scoperto per caso la cura? Fra i vari personaggi c’è una cyborg ma non c’è modo di comprendere se rappresenta un’eccezione oppure la normalità, giacché non vi sono cenni a suoi simili né elementi che possano farci capire il grado di progresso tecnologico raggiunto nella società di riferimento.
Per deduzione logica si intuisce che il mondo è cambiato a causa dell’accaduto ma il tutto si riduce a pochi input a partire dai quali spetta al lettore il compito di immaginarlo.
Allo stesso modo, i protagonisti sono caratterizzati superficialmente, al punto che non si riesce a immedesimarsi davvero in loro.
Nel complesso ho avuto l’impressione di un plot fitto di potenzialità ma sviluppato con troppa fretta.
Poco convincente nel contesto mi è parso anche il ruolo giocato dall’eros. Così come negli altri romanzi della stessa scrittrice, la sessualità riveste un’importanza preponderante ma se nella cornice magico-pagana si inseriva con la massima naturalezza, acquisendo un preciso senso, in questa ambientazione post-apocalittica suona un po’ forzata e finisce per togliere forza al racconto che dalla fantascienza scivola nel romance, prendendo la ricorsa verso un happy end che stride con la distopia e il bisogno di riflessione che solitamente suscita.




  

mercoledì 10 gennaio 2018

Review Party: Giallo all'ombra del vulcano di Letizia Triches

Buongiorno cari follower,
benvenuti al Review Party dedicato a Giallo all'ombra del vulcano di Letizia Triches (Newton Compton). Pronti a immergervi nei misteri della bellissima Sicilia?

Titolo: Giallo all'ombra del vulcano
Autore: Letizia Triches
Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 7,43

Descrizione:
È una mattina come tante, quella in cui Rachele De Vita saluta suo marito ed esce di casa per andare al lavoro. Cinque giorni più tardi il suo corpo viene ritrovato tra le rocce del tratto di costa compreso fra Aci Trezza e Acireale, straziato da sette colpi di pistola. Come si giustifica tanta ferocia nei confronti di una ragazza dall’esistenza apparentemente molto tranquilla? Le indagini sul caso vengono affidate al pubblico ministero Elena Serra, che inizia da subito a ricostruire nel dettaglio la vita della vittima: quel che ne emerge è un quadro complesso fatto di mezze verità, di piccole e grandi menzogne, che coinvolgono gli affetti recenti e passati della giovane archeologa. Giuliano Neri, a Catania per aiutare un amico in un’opera di restauro, sarà ancora una volta coinvolto in un caso di omicidio in cui l’arte si intreccia spesso con la realtà. Insieme al magistrato, si renderà conto che ci sono passioni distruttive che continuano a bruciare tra i vicoli della città ai piedi dell’Etna. Con la stessa forza del magma sotterraneo del vulcano…

La recensione di Miriam:
Il mistero si accende con la scomparsa di una giovane donna. Rachele De Vita, una mattina come tante, esce di casa senza più farvi ritorno. Dopo poco il suo corpo, freddato da sette colpi di pistola, viene ritrovato lungo la costa siciliana.
Chi può averla uccisa e perché? Il caso viene affidato al pubblico ministero Elena Serra, ma nella ricerca della verità non sarà sola. Il restauratore fiorentino, nonché consulente investigativo, Giuliano Neri si trova in loco per prendersi cura di un affresco situato nella tenuta di Cala Bruna  ̶  un tempo proprietà di Giovanni Greco, suocero della vittima  ̶  ed è pronto a fornire il suo contributo alle indagini.
Il profilo della donna assassinata è l’elemento chiave intorno a cui pian piano si sviluppano le indagini. In mancanza di altri indizi significativi, comprendere la personalità e ricostruire la biografia di Rachele sembra essere l’unica pista percorribile per individuare un possibile movente e risalire al colpevole. In effetti, scavando nel passato, ci si rende conto che, dietro una facciata rispettabile, anonima, si celano parecchi segreti e intrighi familiari.
Seguendo una trama quasi romantica, che a tratti strizza l’occhio al mito di Aci e Galatea, scopriamo la vicenda di una ragazzina, figlia di un noto avvocato e promessa in sposa, in tenera età, al figlio di un ricco costruttore, Manfredi Catalano. Un matrimonio di convenienza orchestrato dai genitori e un futuro da mamma e moglie è il destino cui Rachele si ribella per inseguire il sogno di diventare archeologa e sposare l’uomo che ama: Elio Greco, figlio di un umile libraio.
Ma tra le pieghe di una storia fatta di imposizioni, ribellioni e amori non corrisposti emerge anche qualcosa di più. I cognomi De Vita, Greco, Catalano  ̶  e le corrispondenti famiglie  ̶  gradualmente si affermano come vertici di un triangolo maledetto in cui confluiscono rivalità, ambizioni e progetti di vendetta. Un disegno che scavalca i giovani con le loro pene amorose e i loro sogni per il domani, e investe il campo degli affari, chiamando in causa il dio denaro.
Da un lato si delinea il controverso rapporto fra Rachele e Manfredi che, pur essendo stato rifiutato come consorte, le rimane accanto in veste di amico e confidente, alimentando i pettegolezzi dei compaesani. Dall’altro emerge il complesso intreccio dei rapporti che legano i padri di Rachele, Manfredi ed Elio. Al centro di un ordito dalle tinte fosche spicca proprio la tenuta di Cala Bruna con i suoi mille segreti: si tratterà solo di un vecchio immobile ubicato su un suolo che si presta a essere sfruttato in altro modo o ha un valore sotterraneo che sfugge al mero business? Che ruolo gioca in tutto questo l’affresco che Giuliano Neri sta restaurando?
Il testo si sviluppa in alternanza fra due tempi: ai capitoli collocati nel presente, in cui si svolgono le indagini, ma si inseriscono anche le vicende personali di Giuliano Neri alle prese con una piccola crisi di coppia, si alternano quelli che ci trascinano alla fine degli anni settanta per ripercorrere le tappe salienti della vita di Rachele, a partire dal periodo della sua gioventù e delle nozze combinate. A scandire il ritmo della narrazione una colonna sonora ricchissima che, spaziando nel repertorio dei più grandi cantautori italiani, apre ciascun capitolo con il nome o il verso di una canzone.
È un giallo ben congegnato e dalla soluzione imprevedibile quello ideato da Letizia Triches che, fedele nella struttura al romanzo poliziesco tradizionale, ci sorprende con svolte inattese e colpi di scena, e nello stesso tempo ci affascina attirandoci in una rete in cui l’enigma del delitto si intreccia con quello della storia e del mito, nutrendosi delle atmosfere magiche della Sicilia.




martedì 9 gennaio 2018

Anteprima: Cartoline dalla fine del mondo di Paolo Roversi

In uscita il 18 gennaio

Titolo: Cartoline dalla fine del mondo
Autore: Paolo Roversi
Editore: Marsilio
Pagine: 396
Prezzo: 18,50

Descrizione: 

Milano. Durante un esclusivo party all’interno del palazzo dell’Arengario, sede del museo del Novecento, uno degli invitati viene misteriosamente ucciso sotto il quadro Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il vicequestore Loris Sebastiani, incaricato delle indagini, capisce subito che in quel delitto qualcosa non torna e che avrà bisogno di aiuto per catturare il misterioso hacker che si fa chiamare Mamba Nero, tenendo in scacco la polizia. Solo una persona può fare al caso suo: il giornalista e hacker Enrico Radeschi. È tempo che rientri in servizio, ovunque si nasconda da otto anni. Comincia una vera e propria partita a scacchi con Mamba Nero, che continua a mietere le sue vittime, ispirandosi a Leonardo da Vinci.

L'autore: 
Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista, autore teatrale e sceneggiatore, vive a Milano. Con protagonista il giornalista hacker Enrico Radeschi ha pubblicato: La confraternita delle ossa (Marsilio, 2016) e Blue Tango (Marsilio, 2018). Sempre con Marsilio, nel 2015 ha pubblicato il dittico Città rossa, due romanzi sulla storia della criminalità milanese degli anni Settanta e Ottanta: Milano criminale (da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale) e Solo il tempo di morire (Premio Selezione Bancarella, Premio Garfagnana in giallo). È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.

domenica 7 gennaio 2018

Recensione: La sonata della vendetta

Titolo: La sonata della vendetta
Autrice: Marika Bernard
Editore: Dark Zone
Pagine: 116
Prezzo: 12,90

Descrizione: 
L'uomo è pesante e gretto. Ha mani da scaricatore di porto e non sa niente di musica. È entrato nella soffitta poco dopo la morte del bisnonno, ma solo per vedere se poteva sgraffignare qualcosa. Il violino era lì, e sembrava lo aspettasse. Nascosto, ma non poi così bene. Paziente, da anni. In attesa... Quando l'uomo lo afferra, tutto cambia.  Tra le calli di Venezia e il lento fluire dell'acqua del Canale, cominciano a diffondersi note suonate con maestria. Qualcuno sta tornando, piano, in punta di piedi. Sta riprendendo vita, e lo fa impossessandosi di quella dell'uomo. E mentre le note della Sonata a Kreutzer sfociano nell'Adagio, l'identità dell'uomo si spacca, andando in frantumi come uno specchio. La sonata della vendetta è la storia di una trasformazione, di un ritorno che ha il sapore di una rivalsa, di un antico dolore mai sepolto che chiede a gran voce una rivincita.

La recensione di Miriam:
La Sonata n° 9 per pianoforte e violino di Ludwig van Beethoven e La sonata a Kreutzer di Tolstoj: sono queste due opere e fornire l’input a Marika Bernard per la stesura della sua novella La sonata della vendetta che, di fatto, si propone al lettore come una sorta di retelling in chiave paranormal del romanzo succitato.
Nell’uno e nell’altro caso la sonata di Beethoven è un elemento chiave. Nel racconto della Bernard si lega a un particolare violino che il protagonista trova nella soffitta del suo defunto bisnonno. L’uomo non sa usare lo strumento, ma non appena lo tocca si ritrova a suonare, e le note che produce evocano una serie di visioni e ricordi che non gli appartengono. Quasi avesse un potere ipnotico, la musica che scaturisce dal violino fa rivivere, in una sorta di ricostruzione onirica, due personaggi (fantasmi?) del passato che ci rendono partecipi della loro vicenda.
La storia che pian piano prende forma ci narra di un uomo, Poz come il protagonista del romanzo di Tolstoj, consumato dalla gelosia a partire dal momento in cui un misterioso violinista fa irruzione nella sua vita coniugale conquistando il cuore della moglie.
L’originalità, per ovvie ragioni, non può essere rintracciata nella trama, del resto la stessa tematica di fondo è semplice e ampiamente esplorata in letteratura proprio perché si basa su un sentimento che accomuna il genere umano: la gelosia e il conseguente desiderio di vendetta. L’intreccio e l’epilogo della vicenda rievocata sono abbastanza prevedibili ma la struttura narrativa, basata su una sapiente alternanza di POV, lo stile, a tratti ricercato a tratti prosaico a seconda dei personaggi e dei momenti, l’avvicendarsi di registri diversi che affiancano il linguaggio ottocentesco a quello contemporaneo, conferiscono una certa originalità e freschezza al testo che scorre con la stessa fluidità e naturalezza di una melodia.
I personaggi sono tratteggiati in maniera convincente, tanto che in poco spazio otteniamo dei ritratti psicologici intensi e credibili. Inoltre il susseguirsi di passi dal taglio diverso, per stile e contenuti,  ci fa oscillare fra emozioni contrastanti, facendoci  passare dal sorriso suscitato da brevi momenti ironici  ̶  quelli in cui emerge la personalità dell’uomo che sta impugnando il violino  ̶  agli stati d’animo più cupi provocati dal dramma vissuto dai due amanti e dal marito geloso.
Interessanti sono poi le riflessioni sul significato dell’amore e sul matrimonio che, così come nell’opera ispiratrice, si inseriscono nell’intreccio prendendo forma nel corso di un viaggio in treno dai toni surreali.
Sebbene la brevità impedisca di calarsi completamente nelle atmosfere e nella storia, la lettura si rivela godibilissima e intrigante, consentendoci di apprezzare le grandi potenzialità dell’autrice.




sabato 6 gennaio 2018

Anteprima: L'alienista di Caleb Carr

Titolo: L'alienista
Autore: Caleb Carr
Editore: Newton Compton
Pagine: 480
Prezzo cartaceo: 7,50
Prezzo ebook: 0,99

Descrizione: 
NEW YORK 1896. Il reporter John Schuyler Moore riceve la chiamata inaspettata di Laszlo Kreizler – psicologo e “alienista” –, un suo amico di vecchio corso. Il dottore lo prega di raggiungerlo al più presto per assistere al ritrovamento di un cadavere. Il corpo è stato orrendamente mutilato e poi abbandonato nelle vicinanze di un ponte ancora in costruzione. La vista di quel macabro spettacolo fa nascere nei due amici un proposito ambizioso: è possibile creare il profilo psicologico di un assassino basandosi sui dettagli dei suoi delitti? In un’epoca in cui la società considera i criminali geneticamente predisposti, il giornalista e il dottore dovranno fare i conti con poliziotti corrotti, gangster senza scrupoli e varia umanità. Scopriranno, a loro spese, che cercare di infilarsi nella mente contorta di un assassino può significare trovarsi di fronte all’orrore di un passato mai cancellato. Un passato pronto a tornare a galla di nuovo, per uccidere ancora.

L'autore: 
Caleb Carr è  un autore americano e uno storico militare. Ha scritto in tutto dieci libri, tra cui L’alienista, vincitore di numerosi premi e diventato un bestseller internazionale tradotto in oltre 24 Paesi.

venerdì 5 gennaio 2018

Recensione: Il giglio di fuoco

Titolo: Il giglio di fuoco
Autrice: Vic Echegoyen
Editore: Sonzogno
Pagine: 544
Prezzo: 19,50

Descrizione:
Francia, durante la Guerra dei trent’anni. Quando il cardinale Richelieu incarica Léon, segretario di stato e capo delle sue spie, di una rischiosa missione segreta in Borgogna, territorio nemico, questi non immagina che dovrà trovare, catturare ed eliminare la donna più pericolosa del regno. Mentre la caccia avanza e la misteriosa preda trova mille stratagemmi per sfuggire ai suoi persecutori, vengono gradualmente alla luce la personalità e il passato dell’eroina braccata: una spregiudicata avventuriera, proveniente dai bassifondi della società, ripudiata fin da piccola dai genitori e marchiata a fuoco dall’Inquisizione, capace però di conquistare le corti di Londra e Parigi grazie al fascino, all’astuzia e a un ingegno senza scrupoli. Aveva saputo entrare anche nelle grazie dell’uomo più potente di Francia, il cardinale; ma ora, al termine di una sequela di raggiri e inganni, inizia tra i due – i cui destini sono intimamente intrecciati – l’ultima sfida, nella quale entrambi metteranno a rischio la propria fortuna, la propria vita, e perfino la pace in Europa. Scrupolosamente documentata e scritta con eleganza e semplicità, l’opera di Vic Echegoyen possiede il dono dei migliori romanzi storici, che riescono a trasportare il lettore in un’epoca lontana grazie alla forza dei loro personaggi e a una trama piena di sorprese.

L'autrice:
Vic Echegoyen è nata a Madrid nel 1969. Figlia d'arte, proviene da una famiglia ispano-ungherese di musicisti, cineasti, pittori e scrittori (tra questi Sándor Márai e Imre Madách). Vive e lavora tra Vienna, Bruxelles e l'Ungheria. Questo è il suo primo romanzo.

La recensione di Miriam:
Il giglio di fuoco si apre come una spy story in piena regola: Léon, spia al servizio del Cardinale Richelieu, viene incaricato di rintracciare una donna ritenuta molto pericolosa per il regno e condurla al suo cospetto. L’ultimo nome con cui viene identificata è Lady Carlisle ma, in realtà, si tratta di una persona dai mille volti e i mille nomi, una creatura scaltra e spregiudicata che nel corso degli anni ha cambiato più volte pelle.
Ma perché? E soprattutto cosa ne sancisce la pericolosità? Questo non è dato saperlo, almeno non subito, ed è proprio l’enigma intorno a cui ruota tutto il romanzo che, attraverso opportuni flashback, gradualmente ricostruisce l’avventura personale della protagonista.
Trasportandoci nella Francia del ’600, Vic Echegoyen tratteggia un affresco credibile e concreto dell’epoca ricostruendo gli avvenimenti che hanno scandito la guerra dei Trent’anni, introducendoci alla corte del re di Francia, fra sfarzi e complotti, ma mostrandoci anche il volto più in ombra di quel periodo. L’avventurosa storia che ci racconta, infatti, rimanda anche alla quotidianità e alla condizione delle donne. L’odissea di Lady Carlisle comincia proprio nel momento in cui, ancora ragazzina, si ribella al ruolo che la società le impone e, seguendo le orme del padre, stimato medico, decide di intraprendere la stessa professione. Una scelta che, ben presto, le varrà un’accusa di stregoneria che la marchierà a fuoco  ̶  letteralmente, giacché un giglio di fuoco è il simbolo che, secondo usanza, le viene impresso sulla pelle per etichettarla come donna maledetta da Dio e dagli uomini, e in senso figurato, poiché la condanna condizionerà la sua intera esistenza.
La trama si sviluppa seguendo due filoni che si alternano: da un lato seguiamo le indagini di Leon, sulle tracce della dark lady, dall’altro, compiendo un salto a ritroso nel tempo, ripercorriamo la biografia della donna incriminata.
L’autrice si mostra abile non solo nella ricostruzione di un periodo storico affascinante ma anche e soprattutto nella caratterizzazione di un’eroina che difficilmente si dimentica. Lady Carlisle, o più semplicemente Isabelle, personaggio femminile di grande forza e carisma, può essere considerata un po’ simbolo delle donne che si oppongono a un destino già scritto, fatto di matrimoni combinati e figli da sfornare, inseguendo obiettivi più ambiziosi. Ribellione che, allora come ora, quasi sempre richiede un altissimo prezzo da pagare. Nel suo caso un’accusa infamante che la trasformerà da nobildonna in una reietta costretta a una fuga senza sosta per poter sopravvivere. A colpire è la sua forza, giacché Isabelle non si arrende al suo destino e non si lascia andare, piuttosto affina le armi e combatte continuando a seguire la sua strada fin quasi a trasformarsi da vittima in carnefice.
La sua vicenda, nondimeno, mette in luce tutta l’assurdità e l’orrore della caccia alle streghe che, al pari di una ferita, ha attraversato secoli di storia. “Il male è dentro di voi. Nella vostra ignoranza” affermerà Isabelle ai suoi accusatori, ponendo l’accento su una verità innegabile.
Un libro appassionante che ci consente di approfondire la conoscenza del periodo storico di riferimento e, nel contempo, stuzzica la nostra curiosità proponendoci un intrigante mistero da risolvere. L’alternarsi di capitoli narrati tutti in prima persona ma da personaggi diversi, a volte, rallenta la lettura creando qualche difficoltà, tuttavia si tratta di un piccolissimo scoglio, facilmente superabile in virtù di una trama e di una carrellata di personaggi che conquistano. 









giovedì 4 gennaio 2018

Review Party: I sotterranei di Notre Dame di Barbara Frale

Buongiorno cari follower,
riprendiamo le attività dopo le feste di fine anno proponendovi un Review Party dedicato a un romanzo storico che vi trascinerà nei sotterranei di Notre Dame.

Titolo: I sotterranei di Notre Dame
Autore: Barbara Frale
Editore: Newton Compton
Pagine: 336
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 9,90 


Descrizione:
PARIGI, 1301. Perché il re di Francia e i suoi uomini più fidati si aggirano furtivi nei sotterranei di Notre-Dame? Che cosa stanno disperatamente cercando? Filippo il Bello è disposto a tutto pur di scongiurare un evento fatale per il suo regno e la sua discendenza. Anche a mobilitare i migliori consiglieri perché raggiungano Roma: proprio in Vaticano, sotto la protezione del papa, si nasconde il celebre Arnaldo da Villanova, noto come il Catalano, geniale e discusso medico di Bonifacio VIII, un tempo al servizio di Filippo il Bello, poi accusato di praticare la magia. Ora il re lo rivuole presso di sé. Per quale motivo? Il pontefice nutre dei sospetti su quella richiesta e teme che Filippo il Bello stia orchestrando un complotto contro la Santa Sede. Per questo affida il compito di indagare al nipote, Crescenzio Caetani, giovane studente in Medicina, e a Dante Alighieri, delegato della Repubblica di Firenze. Addentrandosi nei meandri della Biblioteca Apostolica, sfogliando inestimabili trattati medici del mondo antico, i due tenteranno di scoprire cos’è che tormenta il monarca più potente della cristianità. Un segreto che il Catalano, custode della tradizione magica dell’Oriente, pare conoscere, ma che non sembra disposto a rivelare…

La recensione di Miriam:
Il re di Francia Filippo IV si sente in pericolo. Nessuno sa cosa tema realmente, probabilmente un’oscura profezia che annuncia l’arrivo di una terribile epidemia nel suo regno. L’unica cosa certa è che cerca un uomo, perché convinto che sia il solo a poter scongiurare il pericolo. Il suo nome è Arnaldo da Villanova, detto il Catalano, si tratta di un medico, dedito anche all’alchimia. Un tempo aveva il suo opificio segreto nei sotterranei di Notre Dame, ma dopo essere stato accusato di eresia proprio dal monarca francese, si è rifugiato a Roma presso il papa Bonifacio VIII che gli ha concesso la sua protezione. Di certo l’uomo non ha alcun interesse a tornare, né tantomeno ad aiutare un suon nemico, ma Filippo IV non è disposto ad arrendersi. Decide così di inviare i suoi consiglieri nella Santa Sede affinché lo trovino e lo conducano a corte con qualsiasi mezzo. Contemporaneamente incarcera il vescovo di Palmiers, con l’accusa di calunnia ai danni della corona, allo scopo di usarlo come merce di scambio con il pontefice, nel caso in cui i suoi uomini fallissero.
Bonifacio dal suo canto s’insospettisce e incarica il nipote Crescenzo Caetani, studente in medicina, e Dante Alighieri di indagare per scoprire cosa vuole in realtà il re dal Catalano.
Una piaga incombe davvero sulla città o è solo un pretesto di cui il sovrano si serve per inseguire altri obiettivi? Ad animarlo è il desiderio di proteggere la sua gente o di tutelare se stesso da qualcosa che tutti ignorano?
Intrighi politici, rivalità, mistero  ̶  inseriti in una curata cornice storica  ̶  sono gli elementi che caratterizzano il romanzo. A fare da fil rouge è il segreto legato al pericolo che il re vuol scongiurare e alla figura enigmatica di Arnaldo. La trama si sviluppa come un giallo che, nel sollecitare la nostra curiosità, ricostruisce un interessante periodo storico, dando nuova linfa vitale a personaggi realmente esistiti.
Leggendo approfondiamo la conoscenza di Filippo il Bello, e della sua personalità a tratti contraddittoria. Lo vediamo glaciale e determinato nel suo ruolo, caratteristiche che gli sono valse il soprannome di Re di Ferro, ma anche passionale nel rapporto con le donne e fragile rispetto a un dubbio che lo tormenta, mettendo in discussione il suo diritto al trono. Conosciamo l’oscuro Catalano e le sue pratiche in bilico fra scienza e magia; scopriamo Dante alle prese con la prima stesura del suo celebre poema, e nello stesso tempo incontriamo anche delle interessanti figure femminili che svolgeranno un ruolo di spicco nell’intera vicenda. Da un lato abbiamo Giovanna di Navarra, moglie di Filippo IV, donna innamorata ma non ricambiata come vorrebbe, consumata dalla gelosia, però equilibrata quando si tratta di fornire il suo contributo nelle questioni diplomatiche. Dall’altro c’è Maddalena Caetani, nipote del papa, che mostra strane doti di chiaroveggenza in virtù delle quali attira l’interesse del Catalano. Che sia proprio lei, contro ogni aspettativa, il discepolo che da lungo tempo sta cercando per tramandare il suo sapere?
Le indagini si rivelano particolarmente avvincenti perché non si esauriscono in un’analisi di indizi e fatti concreti ma investono l’affascinante universo dell’alchimia e della Cabala. Solo entrando nel merito degli studi e delle scoperte scottanti fatte da Arnaldo da Villanova sarà infatti possibile capire le motivazioni del re e svelare l’arcano.
Al di là del taglio esoterico e delle atmosfere magiche in cui l’autrice ci cala, la storia che pian piano si va delineando mette in luce soprattutto gli aspetti più prosaici dell’animo umano, 
mostrandoci come sia la sete di potere a muovere, quasi sempre, gli uomini più influenti e come gli interessi politici riescano a mettere in secondo piano quelli spirituali e scientifici. Il Catalano è un uomo edotto, un ricercatore, finito al centro di loschi giochi di potere; per interesse Bonifacio VIII lo salva dal rogo e per interesse Filippo il Bello, che ne ha sancito la condanna, è pronto a ritrattare le sue accuse per tirarlo di nuovo dalla propria parte. Le conoscenze da lui acquisiste nelle mani di chi comanda diventano armi, non tanto al servizio del progresso scientifico o della Verità, quanto del tornaconto personale, un mezzo che può decidere le sorti dell’annoso scontro fra Stato e Chiesa, decretando chi è il più forte.