mercoledì 11 ottobre 2017

Recensione: Cesare il conquistatore. Alle sorgenti della vita

Titolo: Cesare il conquistatore. Alle sorgenti della vita
Autore: Franco Forte
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 324
Prezzo: 19,50

Descrizione:
Giulio Cesare non è morto, durante la congiura delle Idi di marzo. Stanco della vita fatta di intrighi politici, corruzione e continui scontri con i senatori della Curia, ha inscenato la propria morte insieme a Bruto. E dopo essere scomparso dalla vita politica di Roma, è tornato al comando di un manipolo di uomini ben addestrati e pronti a tutto, la Legio Caesaris, con l'intento di esplorare le terre oltre i confini dell'impero per scoprire ricchezze e tesori, sottomettere le popolazioni barbare e, soprattutto, carpire il segreto della vita eterna.
Perché Cesare ha uno scopo ben preciso in mente, ed è deciso a raggiungerlo: vuole tornare trionfalmente a Roma per fare piazza pulita dei suoi nemici e regnare come imperatore assoluto. Per sempre.
Dopo la sua finta morte, perciò, si è imbarcato con la Legio Caesaris verso i regni degli dei del nord, alla ricerca della mitica isola di Thule, per confrontarsi con le creature eterne che governano il segreto dell'immortalità e strapparglielo con la forza. Lo scontro epico che lo ha visto impegnato insieme a Cicerone, Bruto, Spartaco e gli altri coraggiosi che hanno voluto seguirlo in quell'avventura, si è risolto in una cocente sconfitta.
Ma Cesare non è uomo che si arrende tanto facilmente. Capisce che l'unico modo per conquistare la vita eterna è scendere nell'Averno, il regno delle tenebre, e tuffarsi nelle acque del fiume Stige, che rendono immortali. Ma come raggiungerlo? Secondo le più antiche credenze, lo Stige non è altro che il nome con cui un tempo si indicava il Nilo.
Decide così di intraprendere, sotto la guida esperta e ammaliante della regina Cleopatra, una difficile spedizione per risalire le acque del grande fiume, arrivare fino alla sorgente, individuare l'ingresso all'Averno e conquistarsi il diritto di immergersi nello Stige, combattendo contro gli dei e le terribili creature che popolano il regno degli inferi.

La recensione di Miriam:
Dopo aver simulato la sua morte e costituito una Legione d’eccezione, Cesare si prepara a compiere il lungo viaggio che lo condurrà al fiume Stige e da lì all’ingresso dell’Averno, allo scopo di entrarci da vivo per rubare agli dèi il dono dell’immortalità.
Per giungere a destinazione, deve attraversare l’Egitto e risalire le cateratte del Nilo. Per affrontare un simile itinerario occorre una guida che conosca il territorio e lui non ha dubbi su chi possa essere. Chi meglio dell’avvenente Cleopatra?
È così che viene organizzato il suo finto suicidio (ebbene sì, anche la morte della regina non sarà che una messinscena) e il gruppo si arricchisce di un nuovo prezioso elemento.
Le ali della fantasia che già si erano dispiegate nel volume precedente continuano a sorreggere il volo, diventando più ingombranti giacché questo secondo capitolo della serie vira in maniera più netta verso il fantasy. Dopo aver riscritto gli accadimenti delle Idi di marzo, Franco Forte prosegue lungo l’ardito sentiero dell’immaginazione, tessendo una trama che si discosta completamente dalla storia. Lo scenario sullo sfondo è reale e ricostruito in maniera più che attendibile, mentre il viaggio che si delinea non solo è frutto di invenzione ma si arricchisce  sempre più di elementi fantasiosi. Non aspettatevi tuttavia un plot campato per aria o completamente disancorato da una base documentale. La componente fantastica su cui viene edificato il romanzo affonda, infatti, le sue radici nella mitologia greca – assorbita dai romani – che l’autore dimostra di conoscere e di saper padroneggiare con lo stesso rigore riservato alla materia storica. L’originale e interessante risultato è dunque un’ucronia che fa incontrare storia e mito e, in un certo senso, ne ribalta i ruoli: la storia diviene leggenda e la leggenda si concretizza dimostrandosi aderente alla realtà.
Quest’ultimo passaggio non è dato per scontato ma rappresenta proprio l’obiettivo a cui tendere, la nuova vera conquista cui Cesare dovrà ambire per poter poi raggiungere il traguardo finale dell’immortalità.
Perché la sua missione abbia successo è necessario che la mitologia trovi corrispondenza nella realtà e lui – come del resto i suoi accompagnatori – non può sapere se tale corrispondenza esista davvero. Lo Stige, Caronte, Cerbero, lo stesso Averno potrebbero non esistere, potrebbero non essere così come vengono descritti nei miti e, in tal caso, l’intero progetto messo a punto dall’ex imperatore verrebbe vanificato.
Il suo viaggio presuppone una certa fede, non solo quella di Cesare negli dèi e in ciò che ha appreso in vita sul loro conto e sul regno dei morti, ma anche quella dei suoi seguaci nel suo disegno. Per seguirlo in una missione, all’apparenza folle e che potrebbe rivelarsi suicida, occorre una dose massiccia di fiducia, o di follia stessa, o di disperazione. In verità, i principali componenti della nuova Legio Caesaris posseggono tutte e tre, forse in egual misura. La disperazione, se così la si vuol chiamare, consiste nella consapevolezza del tempo che passa e dell’imminente tramonto: boccone amaro da ingoiare per chi ha vissuto una vita piena, contando sempre sul proprio vigore fisico e mentale. Questo è un aspetto particolarmente interessante dell’opera, perché mette a nudo tutta l’umanità e la fragilità di personaggi che, attraverso la storia, abbiamo conosciuto come colossi invincibili, avvicinandoli a noi. Immaginando che la loro vita si protragga oltre il limite reale, Franco Forte ci mostra Cesare, Spartaco Cicerone, Cleopatra invecchiati e da questo punto di vista non si concede voli di fantasia, fornendoci dei ritratti realistici, in cui emerge, anche se in maniera diversa per ciascuno, una paura universale: quella appunto di invecchiare e di morire.
Vediamo Spartaco curvo e con la pelle aggrinzita, ancora forte ma di sicuro lontano dal vigore del gladiatore che fu; Cicerone che si confronta con problemi alla prostata; Cleopatra che, seppur sempre avvenente, non può più fare affidamento come un tempo sul potere della seduzione; Cesare che comincia a perdere colpi, anche in fatto di virilità, e che più di tutti vive il declino fisico come un segno di sconfitta.
Il plot è molto avventuroso, gli avvenimenti si susseguono a ritmo serrato in una corsa mozzafiato verso il momento cruciale: quello della verità. Gli interrogativi che prendono forma sono così numerosi e pressanti che l’intero romanzo risulta intrigante come un giallo e ci regala anche momenti carichi di pathos. L’impresa avrà successo o sarà fallimentare? Cesare sarà davvero all’altezza di sfidare gli dèi e ottenere ciò che vuole? Ma soprattutto, chi e quanti dei suoi fidi compagni raggiungeranno con lui la meta?
Il viaggio è lungo e fitto di insidie e affrontarlo per persone che hanno raggiunto una certa età è di sicuro una sfida nella sfida, il cui esito vi sorprenderà.





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