giovedì 27 luglio 2017

Recensione in anterima: Il giallo di Gaslight Street

Titolo: Il giallo di Gaslight Street
Autore: M.R.C. Kasasian
Editore: Newton Compton
Pagine: 544
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 9,90
Data di pubblicazione: 27 luglio 2017

Descrizione: 
Londra, 1883.
La vita scorre tranquilla al civico 125 di Gower Street. Il detective “personale” Sidney Grice si dedica a tempo pieno alla lettura dei suoi libri su argomenti impossibili, mentre March Middleton si rifugia nella sua stanza per fumare l’ennesima sigaretta. Ma un evento improvviso scuote la loro giornata: una donna bellissima si presenta alla porta implorando l’investigatore di risolvere il mistero che circonda la morte di suo padre. Mr Nathan Mortlock è stato infatti ritrovato massacrato sul suo letto e non sembrano esserci indizi sull’arma né un identikit dell’assassino. Grice, senza esitazioni, accetta di aiutare la donna e, con lo zampino della sua giovane pupilla in veste di assistente, comincia a lavorare a uno dei casi più difficili che gli siano mai capitati, anche perché dieci anni prima, nella stessa dimora di Gaslight Street sono stati uccisi la famiglia di Mr Nathan e i suoi domestici, e il responsabile è ancora a piede libero…

L'autore: 
M.R.C. Kasasian è cresciuto nel Lancashire e prima di diventare uno scrittore ha fatto molti lavori diversi. Vive con la moglie nel Suffolk durante l’estate e a Malta d’inverno. Il giallo di Gaslight Street è il quarto libro della serie investigativa con protagonisti il detective Sidney Grice e la sua assistente March Middleton, di cui la Newton Compton ha pubblicato i primi tre episodi (I delitti di Mangle Street, La maledizione di casa Foskett, Il mistero di villa Saturn), anche raccolti nel volume unico Le insolite indagini del detective Sidney Grice.

La recensione di Miriam: 
È tempo di un nuovo caso per l’ispettore più irriverente di Londra. A richiedere i suoi servigi e Miss Charity Belsorriso: suo padre Nathan Mortlock è stato ritrovato assassinato in casa, la polizia brancola nel buio e lei vuole che il colpevole venga stanato. Nessun problema per l’onorario esoso, la donna desidera il miglior detective sulla piazza e non bada a spese, se Sidney Grice dovesse rifiutare, tuttavia, le hanno suggerito anche il nome di Carlemagne Cochran – che tra l’altro ha prezzi anche più economici.
Ecco la parola magica per Mr G. Per nulla al mondo lascerebbe un caso nelle mani del suo acerrimo rivale, Ciarlatano Cochran, sicché accetta senza esitazioni e non solo, promette di consegnare l’assassino alla giustizia entro quattordici giorni.
Perché proprio quattrodici? Beh, chi conosce l’eccentrico Mr Grice sa che ha una serie di manie e piccole ossessioni e, a quanto pare, una delle più recenti riguarda proprio questo numero.
Una bella sfida per un giallo tutt’altro che semplice, nonostante le apparenze. La rosa dei sospetti, in effetti, si riduce a poche persone, giacché la casa in Gaslight Street, in cui è avvenuto il crimine, è quasi una fortezza inespugnabile e non presenta segni di effrazione. A uccidere Mister Mortlock non può che essere stato uno dei suoi pochissimi occupanti, quasi sicuramente qualcuno della servitù, ma nessuna ipotesi sembra convincente e, soprattutto, non vi sono prove. Inoltre c’è un altro dettaglio che non sfugge all’arguto Mr G: in quella stessa dimora, undici anni prima, ha avuto luogo un massacro; l’intera famiglia Garstang che vi dimorava e tutti i domestici sono stati barbaramente assassinati. Il caso è stato ufficialmente risolto dalla polizia ma il detective non è affatto convinto che sia stato catturato il vero colpevole, del resto non crede nemmeno nelle coincidenze ed è certo che i due delitti siano collegati in qualche modo. Egli, infatti, indirizzerà le indagini tanto nel presente quanto nel passato, mettendo in correlazione i due crimini.
Ad aiutarlo nell’impresa, ancora una volta, è la sua fida assistente March Middleton, donna acuta, ribelle e forse una delle pochissime persone in grado di tenergli testa.
Trascinandoci nelle suggestive atmosfere della Londra Vittoriana, M.R.C. Kasasian tesse un giallo in stile classico, ricalcando le orme di Conan Doyle. Un’attenta osservazione e opportune deduzioni logiche sono gli strumenti principali di cui Sidney Grice si avvale, al pari del suo collega virtuale Sherlock Holmes, per scoprire la verità. Il mistero si compone come un puzzle i cui tasselli si ottengono attraverso meticolose analisi della scena del crimine e ripetuti interrogatori tesi a far crollare i principali sospetti e carpire informazioni utili.  Un esercizio che aguzza l’ingegno, dell’investigatore quanto del lettore, e che sicuramente appassionerà gli amanti del genere.
Ma a rendere particolarmente divertente la lettura è proprio Mr G con i suoi metodi poco ortodossi e la sua personalità sopra le righe. Eccentrico a partire dal suo modo di presentarsi, con il suo occhio di vetro, che mette e toglie con sorprendente naturalezza, e un bastone da passeggio ricco di sorprese, tipo un carillon incorporato allo scopo di distrarre ipotetici aggressori.  Schietto, cinico, pragmatico tanto da rasentare la maleducazione, si approccia al crimine, e ai suoi stessi simili, con la freddezza di un osservatore scientifico; non si lascia mai travolgere dalle emozioni, non si preoccupa di avere tatto. Sicurissimo e pieno di sé, ha un atteggiamento spavaldo, presuntuoso, che spesso intimorisce ma con altrettanta frequenza provoca il sorriso in virtù delle sue manie e delle sue esagerazioni. Insomma, Sidney Grice è il tipico personaggio tanto antipatico da suscitare simpatia. A mettere in risalto la sua bizzarria contribuiscono, in maniera inconsapevole, coloro che lo accompagnano, come Miss Middleton, sua spalla perfetta, e la sua cameriera Molly – irriverente quasi quanto lui, a dispetto del suo ruolo, e regina in materia di gaffe, tanto da regalarci diversi siparietti esilaranti.
Un romanzo intrigante; pur contando oltre cinquecento pagine si legge tutto d’un fiato e il divertimento è assicurato.  

giovedì 20 luglio 2017

Recensione: Vangeli di sangue

Titolo: Vangeli di sangue
Autore: Clive Barker
Traduzione di Francesca Noto
Illustrazione di copertina di Giampaolo Frizzi
Editore: Independent Legions Publishing
Pagine: 451
Prezzo cataceo: 20,03
Prezzo ebook: 5,99
Disponibile su Amazon

Descrizione:
Prima edizione Italiana del romanzo The Scarlet Gospels, l'ultimo capitolo della saga di Hellraiser, il sequel di The Hellbound Heart (Schiavi dell'Inferno) col ritorno di Pinhead, personaggio iconico e signore dei cenobiti, insieme a un altro noto personaggio barkeriano, il detective dell'occulto Harry D'Amour. Una discesa nelle viscere dell'Inferno, attraverso la città dei dannati, il monastero dei cenobiti, tribù di demoni, creature abissali e la cattedrale di Lucifero, fino allo scontro finale tra due creature archetipali. Pinhead stavolta troverà un degno avversario.

La recensione di Miriam: 
Dopo un’attesa lunga trent’anni, Pinhead torna a farci tremare nell’ultimo atto di Hellraiser. Con Vangeli di Sangue, si conclude infatti la serie cult partorita dalla mente geniale di Clive Barker nel lontano 1986.
Per l’occasione assistiamo al ritorno anche di un altro personaggio storico: il detective dell’occulto Harry D’Amour. Toccherà a lui riaprire le danze attraverso la mitica scatola di Lemarchand, ritrovata casualmente nel corso di un’indagine.
Harry è stato ingaggiato dall’amica Norma Paine, medium priva del dono della vista ma capace di vedere i morti, affinché aiuti il fantasma dell’occultista Carston Goode a sistemare una questione rimasta irrisolta alla sua morte. Durante un sopralluogo in casa del defunto, l’investigatore s’imbatte appunto nel malefico oggetto, scatenando conseguenze indesiderate.
Sfruttando il varco, il Cenobita, che nel frattempo ha sterminato gli ultimi grandi maghi rimasti in vita, rapisce Norma.
Quale sarà il suo diabolico piano? Intende servirsi della donna per qualche insondabile scopo o si tratta solo di un’esca per attirare Harry in trappola?
Stabilirlo è impossibile ma abbandonare l’amica, per lui, non è un’opzione praticabile, sicché decide di andare a cercarla e trarla in salvo. Caz, l’amico tatuatore che nel corso del tempo ha inciso sulla sua pelle numerosi simboli di protezione, si unisce a lui e di lì a poco altri due personaggi si aggiungono alla compagnia: Dale e Lana.
Ha inizio così un terrificante viaggio negli inferi.
A partire da questo momento la trama si sviluppa seguendo due filoni che procedono in parallelo, salvo intersecarsi di tanto in tanto, per poi fondersi definitivamente in prossimità del finale.
Da un lato seguiamo Harry e la sua stravagante compagnia, nel percorso di ricerca che li pone sulle tracce di Pinhead e Norma. Dall’altra vediamo il Sacerdote Infernale in azione per portare a compimento il suo progetto. In effetti D’Amour ha un preciso scopo nel suo disegno ma non è l’obiettivo, egli è un mezzo, o meglio un prescelto, colui che il Cenobita ha designato come suo testimone, come autore dei Vangeli di Sangue che documenteranno la sua ascesa al potere o la sua definitiva disfatta.
Il passaggio dall’uno all’altro piano narrativo corrisponde a un cambio di atmosfere che vivacizza tantissimo il racconto. La parte che vede protagonisti il detective e i suoi compagni si contraddistingue per la vena ironica che l’attraversa. Pur muovendosi in uno scenario inquietante, fra orrori e pericoli, gli esploratori infernali conservano la capacità di sorridere e sdrammatizzare; Barker non risparmia loro difficoltà e sofferenze, la missione in cui sono lanciati comporta seri rischi, tuttavia, in sintonia con quello che è un po’ un tratto distintivo della sua scrittura, riesce a produrre degli strappi scanzonati nel dramma, regalandoci momenti di autentico spasso.
La parte che ruota intorno a Pinhead e al suo folle piano, invece, si tinge di sfumature ben più fosche; è marcatamente horror ed è quella che accoglie le descrizioni più raccapriccianti. Il Cenobita è un sadico, un concentrato di perfidia, e qui non si risparmia. Lo vedremo torturare senza pietà i suoi avversari e ideare per loro supplizi raffinati nella loro atrocità fino ad assistere all’epico scontro per cui si sta preparando, e che lo vedrà misurarsi con un avversario d’eccezione.
Dal senso di terrore si passa così al riso, dal ribrezzo alla tenerezza, in un’altalena di emozioni che travolgono, scandendo la lettura.
La componente horror si intreccia a quella fantasy lasciando ampio spazio al sorprendente potere immaginifico dell’autore, che qui si esprime soprattutto nella descrizione dei paesaggi e delle architetture infernali. Dalla città di Pyratha al lago abitato dal Quo’oto, sino alla Cattedrale di Lucifero, attraversiamo luoghi che suscitano orrore e incanto nello stesso tempo. Accantonando gli stereotipi, Barker non ci mostra antri bui, saturi di fiamme e zolfo, ma immagina l’inferno come un luogo di strabiliante e disturbante bellezza, ci stupisce con opere architettoniche che sfidano le leggi della fisica e ci riempiono gli occhi di meraviglia.
La tematica di fondo non è rivoluzionaria, è quasi un classico, ad andare  in scena è l’antichissima lotta fra bene e male, il conflitto fra la seduzione esercitata dal primo e la voglia di contrastarlo, tuttavia originale e assolutamente accattivante è il modo in cui viene reinterpretata e il bagaglio di emozioni che riesce a scatenare.
Il libro si offre al lettore proprio come una scatola di Lemarchand, aprendolo si ha l’impressione di varcare davvero un portale misterioso e di partire per un viaggio indimenticabile con Harry e i suoi amici, si ci affeziona a loro, ci si commuove, ci si sente parte della compagnia.
Il plot è avventuroso e straripante di azione ma nondimeno è pregno di sentimenti, nei Vangeli di Sangue non ci sono solo l’ambizione di Pinhead, il suo sadismo e il suo odio, la paura e il coraggio degli esploratori infernali, ma anche la solidarietà, l’amicizia che lega i protagonisti, l’amore paragonabile a quello fra madre e figlio che unisce Harry e Norma… la speranza che, in un modo inatteso e insolito, lascia la sua impronta nel finale. La morte, in qualche modo, è una protagonista annunciata, giacché quest’ultimo atto della serie è destinato a segnare la fine di Pinhead o del suo avversario, eppure nell’epilogo si annida anche la possibilità di un suo superamento che si snoda sulla linea di confine fra realtà e immaginazione. Del resto quel che vediamo non è tutto ciò che esiste, come Norma insegnerà a Harry, c’è una vista che va al di là ed è proprio quella che potrebbe trasformare un addio in un arrivederci.


















mercoledì 19 luglio 2017

Anteprima: Plugged (The Rewind Agency Vol. I) di Jill Cooper

Titolo: Plugged (The Rewind Agency Vol. I)
Autore: Jill Cooper
Genere: Viaggi nel tempo / Young Adult
Pagine: 250
Prezzo ebook: € 3,99 (gratis per kindle unlimited) 
Prezzo cartaceo: € 12,90 
Data di uscita: 17 luglio 
Disponibile in  ebook e cartaceo 

Descrizione:
Lara Crane è bloccata nella sua mente, in un flusso di linee temporali dove la sua vita è perfetta, proprio come l’ha sempre desiderata.
Ma non è reale. È stato tutto creato da coloro che vogliono usare i viaggi nel tempo per le loro ambizioni personali. Per portare a compimento i loro esperimenti e trasformarla in una mortale assassina temporale.
Se Lara vuole sopravvivere e fermarli, dovrà rischiare di perdere la sua mente e la sua anima, e uscire da una prigione talmente perfetta da realizzare l’unico sogno che abbia mai avuto.

L'autrice:
Jill Cooper ama il tè più del caffè ed è ossessionata dall’idea di tro­vare la ricetta perfetta. È nata nel 1977 e ha diviso la stanza con sua sorella per diciotto anni. Ha sempre amato i misteri più oscuri ma anche le grandi commedie, così cerca di includere entrambi gli aspetti in tutto ciò che scrive, in un modo o nell’altro. Vive a Danvers, Massachusetts, con due gatti, un bambino, un marito e un taxi giallo del 1964. La sua vita è cao­tica, ma divertente. Potete contattarla all’indirizzo http://www.jillacoo­per.com 


lunedì 17 luglio 2017

Anteprima: La spia di Venezia di Benet Brandreth

Titolo: La spia di Venezia
Autore: Benet Brandreth
Editore: Newton Compton
Pagine: 480
Prezzo ebook: 4,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:
Stratford upon Avon, primavera del 1585. Il giovane William Shakespeare, insoddisfatto della propria vita, decide di abbandonare la città natale e di trasferirsi a Londra in cerca di fortuna. Giunto nella capitale, si unisce a una compagnia di attori, dove spicca per il suo incredibile talento con le parole. E questa sua dote non passa inosservata negli ambienti che contano, tanto che la corona inglese, in piena crisi, gli affida un incarico diplomatico estremamente delicato a Venezia. Viaggiare in Italia è sempre stato il suo sogno e William accetta di buon grado. Ma appena arriva nella città lagunare, il giovane è rapito dalle tante bellezze che lo circondano e si lascia distrarre dal fascino delle maschere e delle donne veneziane, ignaro del fatto che assassini senza scrupoli stiano seguendo da vicino ogni sua mossa, pronti a far fallire nel più cruento dei modi la sua missione. Per Shakespeare inizia un’avventura che metterà a rischio la sua sopravvivenza e che richiederà tutta la sua abilità di uomo di teatro esperto di travestimenti e maestro di finzioni.

L'autore:
Benet Brandreth è un esperto di Shakespeare e del suo linguaggio. Lavora per la Royal Shakespeare Company e la Donmar Warehouse, scrive e interpreta storie per la radio. Il suo spettacolo teatrale The Brandreth Papers ha riscosso un grande successo di pubblico. Istruttore di arti marziali filippine, vive a Londra con la moglie e due figli e fa del suo meglio per apparire un uomo del Rinascimento. Il suo sito internet è www.benetbrandreth.com

giovedì 13 luglio 2017

Review Party: Il criminale di Massimo Lugli


Buongiorno cari follower, 
oggi siete invitati al Review Party dedicato a Il criminale di Massimo Lugli (Newton Compton), un thriller adrenalinico e commovente.

Titolo: Il criminale
Autore: Massimo Lugli
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo ebook: 2,99
Prezzo cartaceo: 9,90

Descrizione:
Consiglio Spada, detto “Sbrego”, finisce nei guai il giorno stesso in cui lascia l’istituto minorile. Per nulla intenzionato a tornare dalla sua famiglia di giostrai, inizia a condurre una vita randagia, ma i problemi non tardano ad arrivare: coinvolto suo malgrado in una rapina, è costretto a scappare e da quel momento gli capita di tutto. Dopo un incontro fortuito in treno, finisce in una comunità hippy nei boschi della Toscana. Impara a cacciare con l’arco e a vivere senza luce, acqua, gas. Abbandonata la comune, raggiunge Genova ed entra in un piccolo giro di malavita, ma dopo una rapina andata male, deve darsi di nuovo alla fuga. La sua vita cambia improvvisamente quando incontra Zoe, una ragazza affascinante, imprevedibile e contraddittoria che nasconde un passato inquietante. L’amore tra i due giovani allo sbando si consuma tra giacigli improvvisati, alberghi, furti e inseguimenti. Finché Sbrego e Zoe non diventano la coppia più ricercata d’Italia. Ma l’escalation di violenza di cui sono protagonisti non potrà che finire in tragedia…

La recensione di Miriam: 
Una lettera dal carcere, scritta in un italiano stentato, viene recapitata a un editore insieme a un manoscritto. A inviarla è il detenuto Gesuino Sanna, mentre l’autore del memoriale è il suo ex compagno di cella, l’ergastolano Consiglio Spada, appena  morto suicida.
Questo l’espediente narrativo con cui si apre Il Criminale. Quello che segue è il racconto in prima persona del protagonista che ripercorre le tappe salienti della sua vita, breve ma avventurosa.
Consiglio, conosciuto da tutto come Sbrego per via di una cicatrice che gli attraversa il viso, è un sinti. Figlio di un giostraio, sin da piccolo viene abituato a una vita nomade. Elemosinare e compiere piccoli furti sono le attività a cui lo addestra il padre a suon di botte, sicché, prima ancor di compiere la maggiore età, il ragazzo si ritrova a scontare una pena in riformatorio. Uscito dall’istituto alla vigilia dei suoi diciotto anni, Sbrego si rifiuta di tornare a casa, così sale sul primo treno disponibile e fugge. È l’inizio di un viaggio rocambolesco, di un’avventura che  si snoderà per effetto di un’imprevedibile reazione  a catena. Desideroso di allontanarsi dalla famiglia e da un contesto sociale in cui non si è mai sentito a suo agio, il giovane si lascia sedurre dai racconti di uno strano tipo incontrato per caso, che sostiene di essere un Elfo e narra di una misteriosa comunità sperduta nei boschi toscani. Gran Burrone, questo il nome del luogo segreto, sembra un posto fiabesco, privo di regole, prigioni, discriminazioni, una sorta di paradiso agli occhi di Sbrego che, colto dall’entusiasmo, si prefigge di raggiungerlo. Finisce così in una comunità hippy in cui trascorre un periodo relativamente sereno, imparando a tirare con l’arco, a vivere in simbiosi con la natura facendo a meno dell’elettricità e di qualsiasi ritrovato tecnologico, condividendo tutto con tutti in una specie di idillio comunista. Qui Sbrego ha anche un piccolo assaggio di quello che potrebbe essere l’amore, ma il suo animo irrequieto gli impedisce di trovar pace. Un colpo di testa lo induce a compiere un atto terribile e lo pone in fuga. Di nuovo in viaggio per sottrarsi alle proprie responsabilità, il giovane finisce a Genova ed entra in contatto con la malavita locale.
Da questo punto in poi la sua esperienza è un’escalation di violenza. Il primo errore ne genera altri, il bisogno impellente di procurarsi soldi in maniera rapida, l’esigenza di restare nell’ombra per non essere riconosciuto e accusato di un crimine effettivamente commesso allontano sempre più Sbrego dalla retta via. L’ipotesi di costruirsi una vita onesta, di giorno in giorno, assume i contorni sfocati di un’utopia. Il richiamo della strada è forte, l’istinto di sopravvivenza anche.
Sullo sfondo di un’Italia a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta, mentre il timore delle Brigate Rosse incombe e la camorra di Cutolo mette radici, vediamo un ragazzino dal background difficile trasformarsi in un vero e proprio criminale. Lungo il suo percorso che di fuga in fuga, lo porta a percorrere lo stivale da Nord a Sud, giungendo fino a Napoli, Sbrego incontra svariati personaggi, complici, nemici, persone che lo aiutano e altre che lo ostacolano ma è l’incontro con una ragazza, Zoe, a dare una svolta alla sua vita. L’amore non lo redime, non gli fa cambiare rotta – l’autore non concede spazio alle favole restando ben piantato con i piedi per terra – ma interrompe la sua solitudine. Zoe s’innamora di Sbrego e decide di restare al suo fianco condividendo tutto con lui. Quasi due novelli Bonnie e Clyde – così li ribattezzerà la stessa stampa  – i due ragazzi faranno coppia anche in affari, facendo terra bruciata attorno a sé.
Zoe, a differenza di Sbrego, non viene dalla strada, è figlia di genitori benestanti ma nondimeno ha trascorsi di violenza alle spalle e il desiderio di evadere da una realtà che le sta stretta.
Entrambi si riconoscono reciprocamente come anime affini e insieme provano a dar corpo a un sogno. Ad animarli non sono intenti criminali, i due giovani sognano semplicemente di raggranellare un gruzzolo che possa consentire loro di partire per una meta lontana e ricominciare, ma sono costretti sin da subito a scontrarsi con la dura realtà. Il punto è che una volta messo un piede nel fango della malavita, ti risucchia sul fondo al pari delle sabbie mobili  e non è facile uscirne.
Con uno stile tagliente, ammaliante, crudo, Massimo Lugli ci trascina nel vortice della criminalità raccontandoci con vibrante realismo la storia di una gioventù bruciata.
Sbrego si macchia di crimini atroci, non è ingenuo e non è innocente – del resto per lui non ci saranno sconti di pena – tuttavia leggendo il suo racconto non si può fare  ameno di provare un moto di empatia. Di certo le sue scelte non sono giustificabili, ma la sua esperienza insinua il piccolo dubbio che non sia il solo colpevole della situazione. Come molti ragazzi che cadono nella rete della malavita, Sbrego è il frutto marcio di una società –  e prima ancora di un nucleo familiare – che non ha saputo  educarlo, proteggerlo, accoglierlo, offrendogli la possibilità di un futuro migliore.
Un romanzo adrenalinico e commovente, ci tiene con il fiato sospeso per poi lasciarci con un groppo in gola su un finale inevitabilmente tragico ma nondimeno attraversato da una sottile quanto tagliente vena d’ironia.




mercoledì 12 luglio 2017

Recensione: Mister Suicidio

Titolo: Mister Suicidio
Autore: Nicole Cushing
Traduzione di Nicola Lombradi
Illustrazione di copertina di Gianpaolo Frizzi
Editore: Independet Legions Publishing
Pagine: 220
Formato: ebook e cartaceo
Data di pubblicazione: 7 luglio 2017
Prezzo ebook: 3,99
Prezzo cartaceo: 16,33
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Descrizione:
Un adolescente, disadattato e problematico, vive rapporti conflittuali con la madre psicotica, il padre inetto, un fratello demente e i coetanei, che al tempo stesso lo deridono e lo temono; e, naturalmente, con Mister Suicidio, la ‘voce’ ambigua e provocatrice che gli parla nella testa e che fa di tutto per convincerlo a togliersi la vita. Come trattenere i propri impulsi, omicidi e autodistruttivi? Una rivista di pornografia estrema e un locale per spettacoli perversi lo inizieranno al Triplice Sentiero, un cammino iniziatico che dovrà concludersi con l’autoannullamento, la non-esistenza, fagocitato dall’inconoscibile Grande Bocca Oscura. Un romanzo duro e conturbante che si è aggiudicato il Premio Bram Stoker Award 2015 come Migliore Opera Prima (Titolo originale: Mr. Suicide).

La recensione di Miriam:
La morte a molti fa paura, ma per qualcuno può essere anche molto seducente. L’impulso di uccidere, gli psicanalisti insegnano, giace represso nel nostro inconscio e non è un caso che l’omicidio sia proibito dalla legge. Nondimeno il suicidio può rappresentare per taluni l’agognata via d’uscita da un’esistenza dolorosa e triste.
Il protagonista di questo romanzo si lascia sedurre da entrambe le prospettive, fino a che la seconda non si afferma con maggior prepotenza nella sua testa, assumendo la concretezza di una voce amica – l’unica su cui possa contare – che lo conforta, lo lusinga, lo sobilla.
Non conosciamo il nome del ragazzo: l’autrice sceglie una particolarissima forma narrativa, adottando la seconda persona. In questo modo ci suggerisce l’idea di un dialogo interiore, un racconto che il giovane fa a se stesso, come nel tentativo di ricordare e rielaborare la sua esperienza, e nello stesso tempo ci fornisce l’illusione di essere proprio noi i destinatari di un lungo monologo, che ci coinvolge e ci riguarda direttamente – a riprova del fatto che nessuno può dirsi davvero immune a certe tentazioni.   
D’altra parte la condizione di “senza nome” rispecchia benissimo l’anonimato e la solitudine in cui il personaggio si trascina. Ingabbiato in una famiglia disfunzionale, in cui germoglia il seme ereditario della follia, questo adolescente fatica a trovare il proprio posto nel mondo e a dare un senso al proprio vivere. Vittima di una madre soffocante che gli inculca la convinzione di essere un incapace; figlio di un padre assente e circondato da fratelli inetti quanto lui, diviene un emarginato anche fuori dalle mura domestiche. I compagni di scuola lo evitano, lo sbeffeggiano e per alcuni versi lo temono, condannandolo a uno stato di totale isolamento.
Inizialmente crede di individuare proprio nella figura materna la causa dei suoi mali: se uccidesse la mamma, eliminerebbe il problema alla radice e potrebbe dare una svolta alla sua vita. Quando incontra Mister Suicidio, tuttavia, comincia a cambiare idea e a convincersi che la giusta soluzione sia un’altra. Mister suicidio è un amico (reale, immaginario?) che sembra conoscere alla perfezione il suo stato d’animo e la natura del suo problema. Certo, sua madre è una piaga ma il vero male è la vita stessa che alle persone deboli e inadeguate come lui non può riservare niente di buono. Darle un taglio sarebbe il solo modo per risparmiarsi ulteriore sofferenza.
Facile a dirsi. Porre in atto un simile proposito è tutt’altra faccenda…
È dunque un tema forte, attualissimo, come quello del suicidio adolescenziale, ad aprire le danze con la nascita di un bizzarro quanto inquietante sodalizio, ma questo non è che l’inizio di un percorso ricco di sorprese. Uno degli aspetti più ammalianti di questo romanzo consiste nelle frequenti e brusche virate che ci riserva la trama. Si comincia a leggere, ci si prefigura una certa evoluzione ma quando si è ormai quasi certi di aver visto giusto, una sterzata scompagina tutto e ci costringe a ripartire da zero. L’impressione che si ha è quella di viaggiare senza bussola in un universo privo di veri punti di riferimento. Una sensazione destabilizzante, che ben rispecchia la condizione psichica del protagonista e al contempo ci tiene in equilibrio su un fil di lama. La Cushing, abile burattinaia, però sa benissimo dove intende condurci, il disegno per noi imperscrutabile è ben chiaro nella sua mente e quando, finalmente, ci concede di coglierlo riesce sul serio a spiazzarci.
È un viaggio fisico, mentale, introspettivo – di formazione anche – quello che, insieme al personaggio chiave, compiamo seguendo la voce di Mister Suicidio. Un viaggio in cui risulta difficile comprendere dove finisce la realtà e comincia l’allucinazione, dove si arresta la sanità mentale e prende il volo la follia, ma le cui tappe si caricano di significati profondi.
Mister Suicidio, quasi un guru perverso, ci spinge alla scoperta del Triplice Sentiero, Depravazione, Derealizzazione, Non esistenza sono le tappe da scoprire e da percorrere per conquistare l’oblio, garantito da una misteriosa divinità: La Grande Bocca Oscura.
Il racconto è a tinte forti, si anima attraverso descrizioni splatter che lasciano ben poco all’immaginazione, vi basti pensare che ad aprire il varco sul cammino iniziatico è una rivista porno estrema le cui immagini sono un vero pugno allo stomaco. Lo stile narrativo è diretto, privo di filtri, tagliente. Chiaramente la violenza che impregna le pagine non è gratuita ma ha un preciso senso e un ruolo ben definito nel contesto che, a un certo punto, si configura come una lente deformante della stessa realtà che ci circonda. Giunti al passo della Derealizzazione ci ritroviamo infatti a indossare delle lenti immaginarie – quasi una versione horror degli occhiali verdi ideati da Frank Baum per cogliere le meraviglie della Città di Smeraldo – che ci aprono gli occhi su un mondo di plastica, un mondo in cui siamo tutti simili a pupazzi, omologati, standardizzati, pilotati dai dettami della moda e della società.  Non vi suona familiare?
In modo crudo e originalissimo, Mister Suicidio ci descrive non solo la follia, ma l’alienazione dalla realtà (che può facilmente essere alimentata dal nostro attuale modello di vita). Ci mostra e ci fa toccare con mano il vuoto che, in alcuni casi, può fagocitare la nostra esistenza ma nello stesso tempo ci spinge in una direzione, che contro ogni aspettativa, non punta al nichilismo bensì sfocia in un sorprendente inno alla vita.






martedì 11 luglio 2017

Anteprima: Revolution Saga di Simon Scarrow

Al via una saga letteraria di 4 volumi, che usciranno a cadenza mensile a partire dal mese di luglio, dedicata a Napoleone e al suo eterno rivale Wellington, firmata dallo scrittore britannico Simon Scarrow che, con 5 milioni di copie vendute nel mondo, è uno degli autori di romanzi storici tra i più amati.


LA BATTAGLIA DEI DUE REGNI
Pagine: 608, Prezzo: 9,90  e-book: 4,99


1796. Napoleone Bonaparte è al comando di un’armata mal equipaggiata e in inferiorità numerica nella campagna d’Italia. Ma la sua strategia militare ancora una volta ha la meglio e riesce a sconfiggere in più occasioni le forze austriache e piemontesi. Adorato dai soldati, il generale è, però, inviso a molti a Parigi, che lo accusano di tradimento e corruzione. La campagna d’Egitto, prevista in seguito, servirà a salvare la sua reputazione e a dimostrare a tutti che il giovane Bonaparte è l’unico in grado di guidare uno scontro con gli inglesi. Arthur Wellesley, duca di Wellington, è invece impegnato da diverso tempo in India, dove è riuscito con la forza a ristabilire l’ordine in un territorio vastissimo, fiore all’occhiello dell’impero britannico. Tra le fila dell’esercito inglese è riuscito a conquistarsi un posto di rilievo dopo anni di sacrificio e grazie alle scelte che mai avrebbe pensato di compiere. Ma ora al suo ritorno in Inghilterra lo attende un’impresa ancora più ardua: sottrarre alla Francia il dominio sull’Europa…


IL GENERALE
(In libreria il 27/07)
Pagine: 608, Prezzo: 9,90  e-book: 4,99
  
1796. Napoleone Bonaparte è al comando di un’armata mal equipaggiata e in inferiorità numerica nella campagna d’Italia. Ma la sua strategia militare ancora una volta ha la meglio e riesce a sconfiggere in più occasioni le forze austriache e piemontesi. Adorato dai soldati, il generale è, però, inviso a molti a Parigi, che lo accusano di tradimento e corruzione. La campagna d’Egitto, prevista in seguito, servirà a salvare la sua reputazione e a dimostrare a tutti che il giovane Bonaparte è l’unico in grado di guidare uno scontro con gli inglesi. Arthur Wellesley, duca di Wellington, è invece impegnato da diverso tempo in India, dove è riuscito con la forza a ristabilire l’ordine in un territorio vastissimo, fiore all’occhiello dell’impero britannico. Tra le fila dell’esercito inglese è riuscito a conquistarsi un posto di rilievo dopo anni di sacrificio e grazie alle scelte che mai avrebbe pensato di compiere. Ma ora al suo ritorno in Inghilterra lo attende un’impresa ancora più ardua: sottrarre alla Francia il dominio sull’Europa…

A FERRO E FUOCO
(In libreria il 24/08)
Pagine: 608, Prezzo: 9,90  e-book: 4,99

1804. Nella cattedrale di Parigi, Napoleone viene incoronato imperatore dei francesi. Ma il suo desiderio più grande è portare la Francia a dominare l’intera Europa. Dopo la clamorosa sconfitta nella battaglia navale di Trafalgar, Napoleone ottiene un’importante vittoria ad Austerlitz contro l’armata formata da russi e austriaci e riesce a mettere sul trono di Spagna suo fratello Giuseppe. Rimane ora un unico nemico da sconfiggere: l’Inghilterra. Sull’altro fronte, le vittorie del duca di Wellington in Portogallo e in Spagna risollevano il morale degli inglesi: Napoleone non è forse così invincibile come molti credono…

L’ULTIMO CAMPO DI BATTAGLIA      
Pagine: 608, Prezzo: 9,90  e-book: 4,99

1815. Da una parte Napoleone Bonaparte, dall’altra il duca di Wellington. Entrambi hanno lasciato il segno come comandanti militari e sono divenuti degli eroi agli occhi dei popoli delle loro nazioni. Ma lo scontro decisivo tra le due più grandi potenze è a un passo. Napoleone, dopo la disastrosa campagna di Russia, è ancora convinto che la sua Grande Armata sia l’esercito più forte in Europa, mentre il duca di Wellington può contare sul contributo dei suoi alleati. Il 18 giugno i due mitici condottieri si scontrano a Waterloo, in una battaglia che sarà ricordata per sempre nei libri di storia.


L'autore: 
Simon Scarrow è nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si è stabilito in Inghilterra. Per anni si è diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e l’insegnamento. È un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, è stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Scarrow è autore dei romanzi Sotto l’aquila di Roma, Il gladiatore, Roma alla conquista del mondo, La spada di Roma, La legione, Roma o morte, Il pretoriano, La battaglia finale, Il sangue dell’impero, La profezia dell’aquila, L’aquila dell’impero, Sotto un unico impero, La spada e la scimitarra, Roma, sangue e arena, Per la gloria dell'impero e I conquistatori (con T.J. Andrews), tutti pubblicati dalla Newton Compton.